Via il dolore con l'acqua calda
Gli antichi facevano il bagno nell’acqua calda per alleviare alcuni dolori e le nostre nonne da sempre consigliano la borsa dell’acqua calda da premere contro la pancia (mettendo un panno per non ustionarsi) per curare mal di stomaco, indigestione, dolori mestruali o di varia natura. Era un rimedio quasi in disuso perché lo si credeva più un palliativo piuttosto che una verità, ma ora gli inglesi lo hanno rispolverato scoprendo, ricerche alla mano, che l’acqua calda agisce quasi come un farmaco antidolorifico. Per capire meglio come funziona questo principio, ne abbiamo parlato con il dott. Maurizio Tommasini, responsabile dell’Unità Operativa di Medicina Generale ed Epatologia di Humanitas.

Come avviene l’azione antidolorifica del calore?
“L’azione che il calore esercita (ed è conosciuta da tempo immemore) è quella della vasodilatazione. Il calore genera un afflusso di sangue nel punto prescelto che induce una riduzione della contrazione dell’organo agendo, così, con un’azione di tipo antalgico. In pratica, il calore fa rilasciare la muscolatura e questo meccanismo d’azione è noto da tempo. La ricerca condotta dallo University College di Londra sotto la guida del ricercatore dottor Brian King e presentata durante il congresso annuale della Physiological Society voleva, inoltre, osservare se la borsa dell’acqua calda, agendo su alcune molecole, poteva funzionare proprio come un medicinale antidolorifico. Con l’utilizzo di tecniche nuove gli inglesi hanno messo in evidenza che il calore (che deve essere di almeno 40°C) agisce a livello delle molecole (come un farmaco) disattivando i messaggi dolorifici che l’organismo invia al cervello. In pratica le proteine del recettore del calore in una cellula bloccano quelle del recettore del dolore. Una dimostrazione in più, insomma, dell’efficacia già conosciuta del calore”.

La borsa dell’acqua calda, quindi, è in grado di sostituire un farmaco? “Mi sembra eccessivo affermare oggi come oggi che la borsa dell’acqua calda possa sostituire le pillole di analgesico, anche le più leggere, ma è senz’altro un aiuto e potenzia l’effetto di analgesici e antispatici. Attenzione, però, a non esagerare rischiando di ustionarsi. Meglio inserire un panno come la maglietta o un asciugamano tra la cute e la borsa dell’acqua calda”.

Il calore è in grado di alleviare qualsiasi dolore? “Assolutamente no. Il dolore ha diverse genesi ed è un meccanismo articolato che interessa il sistema nervoso periferico il quale attiva, attraverso i recettori, il sistema nervoso centrale. Se il dolore è provocato da un trauma, per esempio, la borsa dell’acqua calda è dannosa, anzi, al contrario, in questi casi si utilizza il ghiaccio per cercare di bloccare lo sviluppo dell’ematoma. Un altro esempio è quello del mal di testa: se ci mettiamo del calore, il dolore aumenta. La borsa dell’acqua calda è, invece, utile per alleviare il dolore nei casi dovuti a contratture come il mal di schiena, in cui il muscolo ha bisogno di decontrarsi, oppure a crampi come i dolori mestruali, il dolore addominale o le coliche renali. Il principio che sta alla base di questo meccanismo d’azione è quello del contrasto tra le temperature. In pratica se la temperatura è alta, quindi c’è calore, lì servirà il freddo per far passare il dolore come nel caso citato in precedenza dell’ematoma. Se, invece, non c’è riscaldamento, allora è meglio il caldo. Il contrasto tra le due temperature agisce come antidolorifico”.

È utile anche per le coliche dei bambini?
“Il calore non deve assolutamente essere utilizzato per le coliche dei neonati perché sono di tipo gassoso. Questo significa che se ci avviciniamo del calore, il gas si espande e la colica peggiora notevolmente. Fra l’altro, sempre in questo tema, vorrei sottolineare che l’utilizzo della borsa dell’acqua calda per alleviare i dolori nei bambini è da evitare perché in loro scalda l’intero organismo e non solo la parte interessata dal dolore”.
A cura di Lucrezia Zaccaria
http://www.humanitassalute.it/




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Tutti in forma con l'acquagym
Acqua-gym per tutti, senza controindicazioni. Perché fare ginnastica in acqua apporta solo benefici e anche coloro che soffrono di mal di schiena o di patologie articolari possono restare in forma senza sottoporsi a corsi che potrebbero non essere indicati per loro. Ne parliamo con il dott. Stefano Aglieri, specialista in Medicina dello Sport e caposezione di Riabilitazione Cardiorespiratoria nel Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale diretto dal dott. Stefano Respizzi.

I vantaggi dell’acqua
“Per l’essere umano - spiega il dott. Stefano Aglieri - l’acqua non è affatto un elemento estraneo, visti i nove mesi che tutti noi passiamo nel liquido amniotico prima di nascere. Diversi studi, svolti in ambito riabilitativo (specie neurologico e neuromotorio), dimostrano che l’esercizio fisico in acqua presenta una serie di vantaggi. Ad esempio, la ginnastica in immersione (con la testa fuori) comporta un miglior controllo neurovegetativo della frequenza cardiaca, con una minore variabilità di frequenza cardiaca in relazione allo sforzo fisico; l’acqua esercita una pressione esterna sul sistema circolatorio con effetto parzialmente antigravitazionale, facilitando così il ritorno venoso. Quindi la maggior parte degli esercizi si svolge in condizioni almeno parziali di scarico; questo è molto interessante per chi soffre di dolori articolari a livello lombare e dorsale (con una colonna vertebrale in grado di scaricare meglio il peso corporeo grazie alla pressione esterna dell'acqua con effetto di "galleggiamento").
L’esercizio in acqua poi impone ritmi più lenti rispetto alla ginnastica che si può svolgere fuori dall’acqua, il che permette di imparare a controllare meglio la coordinazione dei movimenti (da qui l’importanza della riabilitazione in acqua in ambito neurologico)”.

Non ci sono controindicazioni
La ginnastica in acqua non presenta praticamente controindicazioni, può essere praticata a tutte le età e non è nemmeno necessario saper nuotare. Le uniche controindicazioni possono essere la presenza di ferite o di patologie dermatologiche che sconsiglino il contatto con questo elemento. L’Acquagym rappresenta l’attività fisica ideale per tutti coloro che vogliano fare movimento a scopo ricreativo, per stare in forma, senza sottoporsi a ritmi eccessivi, migliorando anche la propria coordinazione motoria. Un corso di ginnastica in acqua può andare bene anche a coloro che soffrono di patologie articolari, ad esempio delle ginocchia e delle caviglie, per i quali può non essere consigliato l'uso di altri metodi (step, pesi etc.). L’acqua aiuta anche chi soffre di problemi di circolazione locale a livello soprattutto degli arti inferiori (insufficienza venosa o linfatica): come si diceva prima, la sinergia della contrazione muscolare e della pressione esercitata dall’acqua facilita il ritorno del sistema circolatorio venoso verso il cuore.
Infine non dimentichiamo che per muoversi in acqua si fa più fatica poiché si incontra una resistenza maggiore; si tratta pertanto di un tipo di esercizio sicuramente allenante, che non tarderà a mostrare i suoi risultati in termini di tonicità e di forza muscolare.
A cura di Elena Villa
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