Prof. Nazario Melchionda

Le diete? Sono inutili
Le diete fai-da-te?
Inutili, anzi, controproducenti. Per contrastare i potenti meccanismi che ci inducono a mangiare troppo è necessario un approccio cognitivo e comportamentale.

Rigoroso nelle sue scelte, capace di approfondire ogni spunto e ogni metodologia che possa aiutarlo nel raggiungere l’obiettivo. Nazario Melchionda, docente di Malattie del Metabolismo all’Università di Bologna è famoso fra i suoi colleghi per il rigore con il quale applica anche a se stesso le regole che ‘predica’ agli altri: ai congressi lo si vede alzarsi all’alba per fare esercizio fisico e studiare con attenzione il menù o i buffet. Se è incerto sull’introito calorico di un cibo estrae dalla tasca una bilancia e lo pesa.
È stato lui ad aprire a Bologna, oltre trent’anni fa, il primo Centro di Fisiopatologia della Nutrizione e Metabolismo, disciplina che ha insegnato per primo in Italia dal 1974.

Quando la dieta è controproducente
Oggi Melchionda si allinea alle conoscenze della Evidence Based Medicine e di ‘dieta’ non vuole più sentir parlare: «È un approccio controproducente», afferma, netto come sempre; «nessuno è mai riuscito a perdere stabilmente peso con la prescrizione di una dieta, anzi le diete fanno ingrassare».
«Di fatto» nota Melchionda «non solo il 100% delle persone che si affidano a diete fai-da-te fallisce nei suoi scopi: anche la stragrande maggioranza dei pazienti seguiti con attenzione e rigore da bravi professionisti finisce per riprendere il peso perso in pochi mesi e superarlo negli anni seguenti. Il ciclo è: 3 mesi di dieta per perdere anche 10 chili e 2-3 anni per riprenderne 15».
Dopo decenni di studio e di approfondimento il fondatore della Società Italiana per lo Studio dell’Obesità, membro della International Obesity Task Force (IOTF) creata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ritiene di essere arrivato a definire in Italia un modello terapeutico e metodologico in grado di fornire qualche risultato, ampiamente descritto nel Nord America.
È definita Terapia Cognitivo-Comportamentale ed è sperimentata ormai da anni (con continue evoluzioni) presso l’Unità Operativa di Malattie del Metabolismo e Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Azienda Ospedaliera Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, una delle poche strutture interamente dedicate alle malattie metaboliche e nutrizionali.

Quali rapporti fra obesità o sovrappeso e diabete di tipo 2?
Un rapporto di causa-effetto assai stretto. Il diabete è uno degli elementi della sindrome metabolica, spesso non è nemmeno il più importante. In un certo senso rischia di ‘fare ombra’ al problema vero.
Il diabete infatti è solo un aspetto. Il suo primo problema è il sovrappeso, spesso l’obesità. Le cattive abitudini alimentari e la mancanza di esercizio fisico. Quello è il problema. Da qui discendono diabete, dislipidemie, pressione alta e via elencando.

Il sovrappeso è il ‘primo’ problema in ordine di tempo o di importanza?
Ambedue. Nessuno ingrassa perché ha il diabete, mentre il diabete di tipo 2 è nella stragrande maggioranza dei casi la conseguenza del sovrappeso. La tardiva conseguenza del sovrappeso. Infatti, quando diagnostichiamo il diabete, stiamo parlando di una persona che da molti anni ha sviluppato insulinoresistenza, ipertensione, che ha prodotto danni seri nelle sue arterie.

Quindi la prima cosa è dimagrire...
Certo! Questa è la principale misura di prevenzione, nonché la più importante terapia per tutti gli aspetti della sindrome metabolica.

Però, nonostante si parli tanto di diete, siamo tutti sempre più grassi e fatichiamo sempre di più a controllare il peso.
Siamo grassi nonostante le diete o ‘a causa’ delle diete? Molte diete finiscono per promuovere un aumento di peso perché costringono l’organismo a una forzata sottonutrizione, alla quale fa seguito fatalmente una ipernutrizione, perché scatenano o amplificano disturbi del comportamento alimentare e soprattutto perché l’esperienza del fallimento deprime la persona, e sono proprio i vissuti depressivi la molla dei comportamenti alimentari meno salubri.

Il fatto è che perdere peso è difficile, più che smettere di fumare, o di bere...
Non c’è paragone. Il fumo o l’alcol sono piaceri, abitudini acquisite, le chiami come vuole. Il cibo invece è una necessità: il nostro organismo è programmato per assumere tutte le sostanze nutritive che ha a disposizione. Il nostro corpo si è sviluppato in 50 mila anni nei quali l’alimentazione era incerta e oggi si ribella con ogni mezzo all’idea di una volontaria riduzione del cibo. “Mangia per salvare te stesso e la tua specie”, ci dicono ormoni e neuro-trasmettitori, input culturali e sociali. Il grasso fino a cinquant’anni fa era vita, era una riserva importantissima. Oggi invece, da quando il nutrimento è assicurato a tutte le popolazioni occidentali, il grasso è un rischio. È per questo che da solo il paziente non può fare nulla, le resistenze che dobbiamo contrastare sono troppo forti.

nazario melchionda image

L'obesità
Evoluzione della terapia. Management multi-dimensionale a breve e a lungo termine.
di Nazario Melchionda

ed.1996; Pagine 778;
La terapia dell’obesità è un vero dilemma. Per i pazienti obesi è facile incorrere in terapie sbagliate, come gli abusi farmacologici e gli interventi chirurgici dagli esiti pericolosi, o addirittura in frodi e mistificazioni. L’autore, un internista con esperienza trentennale nello studio dell’obesità, intende portare a conoscenza della comunità sanitaria e scientifica gli elementi concettuali, teorici e operativi di questo problema, in una visione globale, cioè bio-psico-sociale. Questo trattato, il primo in assoluto su questo argomento, non è diretto solo agli aspiranti obesiologi ma anche ai medici di famiglia e agli internisti perché imparino nuove tecniche, strategie e metodi per la cura dell’Obesità e soprattutto perché sappiano riconoscere per ogni paziente la necessità di un Management Multidimensionale a breve termine indissolubilmente collegato con quello a lungo termine. Ai metodi terapeutici obsoleti come la prescrizione della dieta o le strategie puramente cosmetologiche, viene contrapposto il nuovo Metodo ECO: l’Educazione Cognitiva dell’Obesità. Il volume è corredato da preziosi strumenti: un accuratissimo glossario e cinque appendici contenenti schede e modelli comportamentali.

L'obesità - Nazario Melchionda

"Le diete" fanno ingrassare
È necessario un motore per il controllo cognitivo del comportamento
di Nazario Melchionda

ed.1997; Pagine 135;
Per fare in modo che il sovrappeso non diventi una vera e propria malattia, bisogna combatterlo correttamente, cioè con il giusto atteggiamento psico-comportamentale e con l'aiuto di medici formati ed esperti. In realtà però per perdere peso si preferisce ricorrere ai numerossissimi prodotti, strategie e programmi che un mercato senza scrupoli offre senza tener in alcun conto il rapporto costo-beneficio che si riflette sul consumatore. Nella cura al sovrappeso ha quindi preso il sopravvento la ""Diet Industry che con le sue ciarlatanerie, le sue stupidità, le sue mistificazioni, i suoi falsi ideologici e le sue frodi conduce a peggiorare sempre di più"" - da qui il titolo apparentemente paradossale del volume - fino a stadi di gravità sempre più difficili da rimediare (vedi ad esempio la devastante sindrome dello yo-yo, cioè il perdere e riacquistare continuamente peso). Infatti tutti i prodotti dimagranti possono risultare dannosi se non sostenuti da metodologie di tipo cognitivo e psico-educativo che permettano di sradicare false convinzioni e cattive abitudini e di acquisire, nell'ambito di una terapia corretta, consapevolezza e autodeterminazione. L'autore perciò mette in guardia dalle chimere della Diet Industry cercando di orientare il lettore verso soluzioni non effimere e sicure per la salute. A questo scopo ha realizzato un testo di grande originalità, concepito come un ipertesto: si possono scegliere percorsi e livelli di approfondimento diversi a seconda degli interessi e del grado di conoscenza della materia.

Le diete fanno ingrassare - Nazario Melchionda

Automonitoraggio è un termine usato in medicina per indicare una serie di dati che un paziente deve rilevare in assoluta autonomia per verificare l'evoluzione di una malattia.
Per molti dati la rilevazione deve essere fatta dal paziente sia per la semplicità della metodologia sia per l'inequivocabile necessità relativa ai tempi.
Molti sono i dati in cui l'automonitoraggio è possibile: il peso, la temperatura, la pressione arteriosa, la glicemia...e anche l'alimentazione e l'attività fisica devono essere automonitorizzati.
Il metodo aiuta moltissimo il difficile processo di cambiamento.
N.Melchionda: Il Manuale SAI

il Diario Alimentare è l'automonitoraggio della mia giornata con l'annotazione dei cibi assunti e il dispendio in termini di attività fisica. E' anche un ottimo sistema per confrontare tutto ciò che sono le "cose che so" con ciò che, invece, riesco a "mettere in pratica". Il Diario Alimentare è un ottimo alleato per misurare i miei piccoli passetti che sono finalizzati al cambiamento del mio atteggiamento nei confronti del cibo e della attività fisica in genere.
Posso annotare i miei tre pasti e due spuntini su un blocchetto che mi porterò sempre dietro ricordando che è importante mangiare ogni tre-quattro ore e che è importante, mentre si mangia, concentrare l'attenzione sul cibo e non distrarsi guardando la tv o leggendo il giornale...
Annoterò anche i piccoli cambiamenti e i miei piccoli sforzi...
- posso parcheggiare la macchina "un pò più in là" così sono costretta a fare due passettini in più
- posso scendere una fermata d'autobus prima della mia fermata abituale
- posso fare le scale senza utilizzare l'ascensore
...e...
soprattutto cercherò di evitare di salire sulla bilancia tutti i momenti...
mi peserò una sola volta alla settimana e più o meno alla stessa ora...
e...

riprendere in mano il manuale di Melchionda mi aiuta tantissimo!!!!
Non so come ringraziare il Prof per tutto quello che ha fatto per me e credo che dovrò comunque rimettermi in contatto con lui per chiedergli il permesso per postare stralci dei suoi meravigliosi manuali...
eh sì caro Prof
ho vanificato i nostri comuni sforzi passati ma adesso sono ripartita e i suoi insegnamenti mi riaccompagneranno...
questo è l'uomo che ha avuto la forza di scrollarmi dall'ossessione
e
questa è la fata che mi ha aiutato durante tutto il mio primo percorso
e
qui è dove chiunque può trovare ciò che "ho trovato" io
infinitamente grata, adesso contatto via mail il Prof per chiedergli il permesso scritto a pubblicare parti dei suoi meravigliosi manuali...
un bacio e
se avete dei disturbi alimentari da comportamento ossessivo compulsivo...come me...non esitate...lui può aiutarvi...
con amore, Magda

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