The Prodigy

...non ridete e non scandalizatevi troppo...
la "dolce" Magdina ama la musica forte...
e i Prodigy sanno fare la musica che mi fa vibrare e risvegliare tutta la ribellione sopita...

vado al lavoro con la musica dei Prodigy...e andavo in mountain bike con la musica dei Prodigy...
nei momento lenti rallentavo l'andatura
per poi accelerare all'inverosimile quando il tempo risaliva...

so che non è un genere molto amato soprattutto fra gli over anta come me
ma...credo proprio che i miei "gusti musicali" rispecchino tutto il mio vissuto...e il mio essere di oggi...

 

Keef
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Maxim
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Leo e Keef
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The Prodigy (Liam Howlett – Keith Flint – Maxim) tornano con il quinto album in studio “Invaders Must Die”. Un disco che ha visto il gruppo risvegliarsi da un sonno durato qualche anno; un lavoro discografico di livello davvero unico, un intento dichiarato: far rivivere il passato con chi ha l’urgenza di riprendersi il futuro. Questo disco dei Prodigy già dall’immediato e primo ascolto (si guardi la traccia n°3 "Thunder"), ha un sapore da post epoca rave party, quello stesso periodo che fu decisivo per l’esplosione planetaria della band ma qui viene interamente riattualizzato.
“Invaders Must Die” per molti, soprattutto per i reduci - un’ intera generazione in Gran Bretagna - sarà come ritrovare se stessi; infatti il disco, in tutta la sua interezza, rappresenta un po’ un omaggio all’epoca, per certi versi incredibile, del fenomeno rave inglese che ha poi generato diverse controculture in questi ultimi anni (non ultimo il fenomeno della Dubstep, genere che sta spopolando in Inghilterra, fomentato dai fratelli "minori" di coloro che animavano gli ‘illegal’ tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90).
Il disco, per chiudere con questa celebrazione del ritorno in studio di The Prodigy, ha letteralmente sfondato in patria, balzando direttamente al n°1 di vendite dopo una settimana e garantendo al gruppo un doppio sold out alla Wembley Arena.
L’ultimo singolo "Warrior Dance" è un video a dir poco geniale dove tre pacchetti di sigarette prendono vita e animano un rave party finendo la canzone... dandosi fuoco!
Proprio nella condizione "on stage" il gruppo riprende il vero spirito che li anima anche in studio: il loro live è una lunga session di dance unita ad una follia più unica che rara per una band che sul palco si diletta con gli strumenti tradizionali (chitarra-basso-batteria) uniti a sinth, macchine e soprattutto una naturale carica esplosiva e animalesca.
La macchina dal vivo di The Prodigy è celebrata e osannata in ogni parte del mondo, proprio per la loro devastante attitudine; non a caso, in questo 2009, suoneranno - o hanno già partecipato - ai maggiori festival europei di musica come Rock Im Ring, Download Festival ecc. Per vedere che tipo di set e scenografia troveremo a Padova, basta sfruttare la rete e il canale di YouTube: www.youtube.com/user/theprodigylive
http://www.sherwood.it/The-Prodigy-il-15-luglio-allo


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I Prodigy sono un gruppo musicale britannico.
Riconosciuti anche come il gruppo che ha portato ai mass media la sottocultura giovanile dei ravers, sono stati, come per esempio i Chemical Brothers, abili esponenti del big beat degli anni 90. Si sono formati nel 1990 dopo che Keith Flint, Maxim Reality e l’abile dj-musicista Liam Howlett, si conobbero a un rave party. Da qui nacque l’idea di formare un gruppo di dj-musicisti-ballerini per suonare musica da destinare a questo tipo di feste. Hanno pubblicato quattro album in studio, un greatest hits, alcuni singoli ed hanno partecipato ad alcune compilation.

Il primo album, “The Prodigy Experience”, risente fortemente della cultura acida dei rave, combinando canzoni estremamente potenti (“Jericho”,”Charly”) con l’anima festaiola e goliardica della band.

“Music for the Jilted Generation” è il primo salto verso il grande pubblico. La particolare miscela di elettronica, techno, rock ne fanno un album di notevole impatto.

“The Fat of the Land” è l’album più famoso e quello di maggior successo di vendite. Notevoli i singoli estratti che hanno consacrato la band, come ad esempio: “Breathe”, Smack My Bitch Up , “Firestarter”.

“Il video di Smack my bitch up fu censurato e la stessa canzone sviluppò in America un dibattito tra chi sosteneva che il brano rappresentava un palese invito a praticare la violenza sulle donne e chi difendeva il gruppo minimizzando sulla crudezza dei versi o proponendo diverse interpretazioni del testo.In effetti c’è ben poco da interpretare, trattandosi di un “sample” di otto parole, “change my pitch up/smack my bitch up”, poggiato sul frenetico beat elettronico ideato dal leader dei Prodigy, Liam Howlett, e reiterato in modo ossessivo. Secondo i Prodigy, la frase “smack my bitch up” sarebbe sinonimo di “eccitarsi”.Ma la stampa americana più sensibile rimanda al mittente tale interpretazione, replicando che è come dire che rosso vuol dire blu. Liam Howlett in una intervista disse a proposito di Smack… “Chi pensa che sia una canzone sul bello del picchiare le ragazze è senza cervello”.Allora ritorna in mente di quando Kurt Cobain si lamentava del fatto che frange di teppisti avevano inteso il suo inno anti-stupro Rape Me come una istigazione a seviziare il gentil sesso.”

“Always outnumbered, never outgunned”, pubblicato dopo l’addio del dj Leeroy Thornhill, è un tentativo di applicare la cultura psichedelica dei primi anni 90 alle nuove tendenze hip-hop e clubbistiche.
http://www.lastfm.it/music/

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