Perdono

Qualche minuto fa ero in sala, stavo cucendo una maglietta per un pigiama ascoltando la tv e una frase mi ha fatta sussultare.

Il perdono non può cambiare il passato

ma può aprire nuove prospettive per il futuro.

Il passato. Il passato mi sta uccidendo. La rabbia per quello che non è stato e la rabbia per tutto ciò che ancora sta succedendo mi stanno devastando.

Sono stanca di pensare al perdono non riuscendo a vedere nel "finto" perdono nessuna soluzione. Non ho niente da perdonare a nessuno se non riesco ad accettare che quei "nessuno" forse non volevano ferirmi ma mi hanno dato solo quello che erano...

Il perdono non può cambiare il passato.

Sono perfettamente d'accordo. Niente può cambiare il passato ma guardando al passato posso capire e cercare di cambiare gli schemi disfunzionali che mi tengono ancora imprigionata in quel passato.

Il perdono non può cambiare il passato ma può aprire nuove prospettive per il futuro.

Questa frase per intero mi dà speranza.

Con l'accettazione di quei "nessuno" per quello che sono forse posso persino arrivare a perdonarli per non essere stati capaci di essere "altro".

Forse in questo senso il perdono potrà darmi un pò di pace!?

 

Ho fatto qualche ricerca nel web e, pur non essendo cattolica, ho tratto grande beneficio dall'interpretazione di una scrittura ...

 

 

 

Così Gesù, che fa appello a chi ritiene di avere diritto di iniziare l’esecuzione della sentenza di morte, richiama un'altra verità, ancora più importante, che è quella della coscienza di ciascuno e che nessuno conosce, tranne Dio. Poiché una testimonianza bugiarda, in coscienza, avrebbe reso omicida il testimone. Tutto è iniziato con la folla urlante, tutto finisce nella solitudine di un dialogo a due tra Gesù e la donna: gli altri sono spariti, forse anche la folla e i discepoli. A questo punto Gesù manifesta il significato della sua presenza nel mondo: è venuto a perdonare, consapevole del male che esiste nel cuore di ciascuno, ma solo il perdono può aprire prospettive sul futuro.

 

Non si minimizza il male fatto, ma si ci si gioca sulla speranza. Si spezza il cerchio di morte che si stringe attorno alla donna. Sembra che di fronte al male non debbano esserci se non il giudizio, la condanna e il rifiuto della persona. Gesù, invece, apre orizzonti nuovi per il mondo, in cui tutti sono chiamati a camminare per cambiare e rendere migliore la terra. Qui dovrebbe iniziare una seria riflessione del come noi affrontiamo le persone che sbagliano e il male che incontriamo nel mondo. C’è troppa violenza che si giustifica con la giustizia e c’è poco perdono che si qualifica come debolezza. Per quanto Gesù, in 2000 anni, ci abbia richiamato al perdono, non abbiamo ancora capito e non abbiamo neppure iniziato un allenamento ed un apprendistato per maturarlo. Ma la storia degli ultimi 60 anni dovrebbe averci insegnato che si ricomincia la pace solo se si smette la vendetta, se si accetta il perdono, se si ricomincia a lavorare insieme. E’ stato il nostro cammino con l’unità Europea, è stata l’esperienza di alcune guerre fratricide in Africa, è stato il cammino faticoso del crollo dell’impero Sovietico, l’indipendenza indiana, la pacificazione in Sud Africa.

 

Non si studia abbastanza il significato della riconciliazione nella nostra storia.

http://www.aclimilano.it/old/vitacristiana/documenti/liturgia/23_febbraio_14.pdf

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