Donne che mangiano troppo


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Renate Gockel, Donne che mangiano troppo, Lyra libri, 1990


Il bisogno di alimentarsi, agli infermieri viene insegnato alla noia, è uno dei bisogni fondamentali dell'uomo. Tuttavia possono intervenire delle perturbazioni patologiche nel soddisfacimento di questo bisogno primario. Una di queste è la bulimia. Attraverso l'analisi e la terapia di un caso clinico concreto, quello di Anna K., insegnante trentenne, affetta da un bisogno incoercibile di mangiare, la Gockel, psicologa tedesca, ci mostra quali sono i meccanismi mentali che sottendono questo diffuso disturbo del comportamento alimentare.
Mangiare troppo significa riversare sul cibo le proprie paure, la propria solitudine, le proprie frustrazioni, i conflitti familiari. Vincere gli attacchi di fame significa liberarsi dalla falsa immagine di sé e imparare a vivere responsabilmente e autonomamente, così si scrive all'inizio del libro. Il testo della Gockel, che definirei di psicologia pratica, è scritto con particolare intelligenza e le dinamiche psicologiche individuate non si limitano a spiegare i motivi della bulimia, ma focalizzandosi su meccanismi psicologici di interesse secondo me generale, ci aiutano a comprendere una miriade di comportamenti disturbati e, cosa ancora più importante, ci aiutano a capire l'origine dei nostri stessi blocchi psicologici.
Un libro, quindi, secondo il mio parere, utilissimo anche per la comprensione di noi stessi, visto che così spesso gli impacci psicologici degli altri sono così simili ai nostri. La psicologia classica spesso questo ci ha insegnato, che fra la normalità e la cosiddetta patologia i confini sono labili e incerti.
http://xoomer.virgilio.it/

Ciao, sono Magda
domenica 2 agosto 2009 sono riuscita (riuscita nuovamente) a prendere in mano questo libro...
ci sono due miei messaggi appuntati a pag.5
"nel 1995 sono arrivata a pag.15, poi ho mollato! Troppo male!!!!
"agosto 2002! finalmente sono pronta per ammettere di avere un problema"
...e il 2 agosto 2009 ci riprovo...
e ci riprovo...

 

 

BED

Il "Binge Eating Disorder" (BED), in italiano definito come "disturbo da alimentazione incontrollata" sta sempre più assumendo le caratteristiche di un quadro clinico ben definito ed autonomo.

Questo disturbo è caratterizzato dalla presenza di "abbuffate" non accompagnate però da strategie per compensare l'ingestione di cibo in eccesso. Le persone che manifestano questo disturbo assumono, in un tempo limitato, quantità di cibo esagerate, con la sensazione di perdere il controllo dell'atto del mangiare. Queste situazioni si ripetono anche più volte la settimana anche in momenti in cui non si ha una sensazione fisica di fame. A differenza dalla bulimia non si riscontra il circolo vizioso tra i tentativi di restrizione, l'abbuffata e i comportamenti eliminativi. Il problema principale sembra consistere in una difficoltà a controllare l'impulso ad alimentarsi. Il disturbo da alimentazione incontrollata è correlato all'obesità anche se tale caratteristica non è necessaria per la diagnosi di BED.

Il BED è presente nel 30% circa dei casi di soggetti obesi che richiedono una cura per la loro situazione e nel 2-3% di tutti i soggetti obesi. È stato inoltre documentato che la presenza del BED è più elevata con il crescere del BMI, in particolare nei soggetti con valori superiori a 40 è quasi sempre presente. La difficoltà ad inquadrare questa situazione è legata alla definizione di abbuffata e ai fattori che possono favorirne la persistenza. L'abbuffata, così come avviene nella bulimia nervosa, viene definita dalla sensazione di perdita di controllo, dal senso di colpa e dai pensieri negativi che la accompagnano. Nei soggetti BED è frequente la presenza di un quadro psicologico problematico caratterizzato dalla depressione, dall'insoddisfazione corporea e da un comportamento alimentare variamente disturbato. Negli obesi BED i disturbi dell'umore e altri quadri psicopatologici sembrano essere presenti in circa l'80% dei casi. I soggetti BED possono essere collocati in una situazione intermedia, per la loro complessità clinica e per la gravità medica, tra la BN e l'obesità senza episodi di binge eating (iperalimentazione incontrollata).

Complicazioni di tipo medico
Generalmente le abbuffate in questo tipo di disturbo sono meno esasperate di quelle che si ritrovano nella bulimia e non vi sono i comportamenti purgativi. Le complicanze sono legate pertanto all'aumento significativo del peso corporeo cui questi soggetti vanno incontro e sono quelle tipiche dell'obesità. Il diabete si riscontra in misura tre volte maggiore nelle persone obese rispetto a quelle normopeso; il rischio è superiore quando esiste una familiarità positiva per diabete.
L'ipercolesterolemia aumenta il rischio di andare incontro a problemi cardiovascolari. Sembra che l'obesità sia correlata ad un aumento del colesterolo nel sangue fino a 40-50 anni, dopodiché non sembra esistano differenze significative con i soggetti normopeso.
L'ipertensione arteriosa è presente in circa il 35-45% degli obesi, percentuale più che doppia rispetto alla popolazione generale. I rischi correlati sono rappresentati dall'infarto al miocardio, dall'ictus e dalle malattie renali.
La malattia coronarica (infarto) rappresenta la principale causa di morte in Italia ed è dovuta alla riduzione del flusso sanguigno nelle coronarie. Le alterazioni della funzione respiratoria si verificano più frequentemente negli uomini in particolar modo quando il peso eccede del 50% il peso ideale e il grasso è presente soprattutto a livello addominale (obesità viscerale). Le conseguenze sono rappresentate dalle apnee notturne e da colpi di sonno durante il giorno, tale quadro comporta un aumentato rischio di morte improvvisa.
L'obesità comporta un rischio maggiore di mortalità per tumori. Si ritiene che un eccesso di peso del 40% rispetto al peso ideale comporti un aumento del rischio del 33% negli uomini (stomaco, colon, retto, pancreas) e del 55% nelle donne (colecisti e vie biliari, seno, utero e ovaie). Infine, l'aspettativa di vita e la qualità della stessa è fortemente compromessa nelle persone obese. Un miglioramento consistente delle proprie condizioni di salute è già ottenibile con una modesta riduzione di peso, pari al 10% dello stesso.

NED


"Night Eating Disorder", cioè sindrome, o disordine, da abbuffate notturne. Le abbuffate avvengono solo di notte ed in uno stato di non consapevolezza, spesso di vero e proprio sonnambulismo, tanto che il soggetto può non ricordare nulla il mattino successivo. Questo disturbo è spesso associato ad una forma di ansia notturna e il cibo agisce sul soggetto come un ansiolitico o addirittura un sonnifero. E' molto diffuso tra gli uomini.
http://www.cedial.info/

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