Alcolismo

Alcolici... c'è resistenza a considerarli una droga, ma l'abuso porta a effetti simili, a partire dalla dipendenza. L'abuso occasionale in aggiunta a sostanze stupefacenti è un fenomeno giovanile le cui conseguenze sono spesso le cosiddette "stragi del sabato sera". La dipendenza è difficile e faticosa da superare, e l'alcolismo conclamato è fonte di seri disturbi fisici, oltre che di problemi e violenze familiari.

Aggressivo, violento, preda di improvvisi cambiamenti d'umore e scatti d'ira, l'alcolista è un vero tossicodipendente. Ed è colpevole di molte delle violenze domestiche di cui si parla sempre troppo poco.

L'alcool comunemente presente nelle bevande alcoliche si chiama etanolo. È una molecola facilmente solubile in acqua e dalle dimensioni ridotte, e per questo penetra rapidamente nel flusso sanguigno e da qui in tutto l'organismo. Fino a qualche anno fa si riteneva che potesse distruggere i neuroni. Uno studio del 2004 condotto da Roberta J. Pentney, una ricercatrice dell'Università di New York, ha dimostrato che l'etanolo, pur non eliminando fisicamente le cellule cerebrali di un adulto, può comprometterne irrimediabilmente la funzionalità soprattutto nelle aree legate all'apprendimento e alla coordinazione motoria. L'alcool quindi fa invecchiare, nel vero senso della parola, il cervello.

COME AGISCE SUL CERVELLO
Il 20% dell'alcool ingerito viene assorbito immediatamente, senza bisogno di digestione, dallo stomaco e dal primo tratto dell'intestino, e da qui passa direttamente nel sangue: ecco perché a stomaco vuoto gli effetti dell'alcool si manifestano prima e in modo più intenso. Dopo circa 10 minuti dall'ingestione le molecole di etanolo arrivano al fegato, al cuore, ai reni e al cervello, dove si scatenano gli effetti più evidenti. Nel cervello infatti l'alcool agisce sui neuroni: disaggrega la membrana plasmatica riducendo la funzione cellulare.


AGLI UOMINI FA MALE,
ALLE DONNE FA PEGGIO

La capacità di assorbire alcool varia in funzione del peso corporeo e del sesso: le donne hanno un minor numero di enzimi capaci di metabolizzare gli alcolici, che entrano quindi in circolo in quantità maggiori. Anche il ciclo ormonale femminile incide sulla capacità di metabolizzare gli alcolici: prima del ciclo e durante l'ovulazione, il corpo è più sensibile all'alcool ed i suoi effetti sono sentiti più rapidamente. E va ancora peggio in gravidanza: le molecole dell'alcool sono di dimensioni così ridotte da riuscire a oltrepassare agevolmente il filtro placentare e raggiungere il feto, e possono provocare gravi danni cerebrali al nascituro.


SEDATIVO PER LA... VITA
In piccole dosi l'alcool (l'etanolo) agisce come un sedativo: stimola un inibitore del sistema nervoso centrale e induce una sensazione di benessere. Ma se non ci si ferma in tempo la situazione diventa pericolosa: gli impulsi nervosi diminuiscono troppo, si perde lucidità e i movimenti si fanno scoordinati.
In dosi consistenti, poi, addirittura blocca i recettori di un altro neurotrasmettitore che ha il compito di favorire la comunicazione tra le cellule, e quando questa comunicazione viene interrotta si scatenano gli effetti tipici della sbronza: l'eccesso d'alcool in circolazione provoca una riduzione della funzionalità in tutti gli organi di senso, il campo visivo si restringe, diminuiscono la capacità di valutare i suoni e la capacità di giudizio, viene compromesso l'equilibrio piscomotorio...


OLTRE IL BICCHIERE DELLA STAFFA
L'abuso e l'abitudine possono portare alla cosiddetta demenza da alcool: sbalzi di umore, perdita della memoria e delle normali capacità cognitive. Tutta colpa dell'intestino, che sotto gli effetti dell'alcool non assorbe più vitamina B1, essenziale per il funzionamento del sistema nervoso. E poi ci sono i danni al fegato, il secondo organo più colpito dall'abuso di alcool: durante la digestione questa sostanza si scinde in acido acetico e acetaldeide, che è tossica e danneggia l'apparato epatico. Nei casi più gravi si arriva alla cirrosi: le cellule del fegato, danneggiate, si atrofizzano e l'organismo non è più in grado di sostituirle.

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