che amo la Spagna...si sa...
la Costa Blanca è stata meta di escursioni passate nella mia vita da single quando, valigia in mano e gatti in custodia alla mia mamma, partivo e...andavo!
Sicuramente, appena potremo economicamente, regalerò al mio maritino il piacere di vivere insieme questi luoghi a portata di mano e di portafoglio e di tempo...per ora approfondisco un pò...poi vedremo...

Primavera valenciana
Un tuffo nel passato ad Alcoy, teatro della spettacolare rievocazione medioevale Moros y Cristianos, e Orihuela per la Semana Santa. Alla scoperta dell’entroterra che non t’aspetti, a un passo dalla Costa Blanca
La primavera è senz'altro una delle stagione più belle per scoprire un angolo della Spagna lontano dalle solite mete turistiche. Come Orihuela, una deliziosa e tranquilla cittadina a misura d'uomo, a pochi chilometri da Alicante e a un passo dalla Costa Blanca. Il fiume Segura ne ha fatto una terra fertile che profuma di agrumi. La Semana Santa, celebrazione importantissima e molto sentita nel Paese, che si apre la domenica delle Palme e prosegue fino alla domenica di Pasqua, è l'occasione giusta per conoscerla.
Il centro storico, raccolto e suggestivo, è un susseguirsi di tracce lasciate dalle differenti civiltà che l'hanno dominata. I monumenti più importanti sono il castello arabo e la Cattedrale barocca, ma Orihuela è un pullulare di edifici sacri, monasteri, palazzi nobiliari barocchi, resti di costruzioni gotiche. A meno di 20 chilometri c'è la Costa Blanca: belle spiagge, calette e scogliere a picco sul mare. Si va da Playa de Zenia, ideale per i surfisti, alle più piccole Cala Cabo Peñas, Cala La Mosca, Cala Capitán, Cabo Roig. Se il tempo è dei migliori ci scappa pure un tuffo.
Poco distante di trova Alcoy (o Alcoi), villaggio storico nei pressi di Alicante, circondato dalle montagne, conosciuto come la ciudad de los puentes, per i numerosi ponti che solcano i fiumi che l'attraversano. Il suo aspetto attuale è quello di città pioniera della rivoluzione industriale spagnola. Vale la pena visitare alcuni edifici moderni, come la Casa del Pavo, il Circolo Industriale, la Papeleras Reunidas, nonché la Llotja de Sant Jordi, una sala mostre che ricorda l'interno di una balena, dell’architetto Santiago Calatrava. Tra i monumenti ricordiamo l'Iglesia de Santa Maria, il castillo de Barxell e il Barri La Sang, ex quartiere operaio rimodernato negli ultimi anni. Fuori città ci s'immerge nella natura, nel Parco del Carrascal de la Font Roja e nella bella area protetta della Sierra de Mariola.
Ogni anno ad aprile si celebra la festa de Moros y Cristianos,vittoria sulle truppe arabe del caudillo Al-Azraq (anno 1276). Si tratta di una fastosa celebrazione mediovale, che quest’anno cade il 22, 23 e 24 di aprile, durante la quale si onora il patrono della città, Sant Jordi. L'organizzazione dell'evento è strutturata su un modello del XIX, anche se le sue origini sono ben più antiche e risalgono al secolo XVI. La popolazione si divide in due fazioni, i mori e i cristiani. Sfilano in 5mila, vestiti di bellissimi costumi storici, tra musica e processioni. Non dimenticate di assaggiare i piatti locali: i peperoni ripieni di riso (bajoques farcides), la borretta (stufato di patate, baccalà, seppia, spinaci, peperoncini e uova in camicia), la olleta Alcoyana (fagioli stufati con carne) e la pericana (con peperoncini secchi, baccalà, aglio e olio).
Alessandra Del Re
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