VOCABOLARIO FELINO

 

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Anche i nostri amici gatti hanno il loro vocabolario fatto di miagolii, gridi e soffi con cui riescono a comunicare i loro stati d'animo. Tutti sanno ad esempio che le fusa comunicano uno stato di felicità, appagamento e sottomissione, mentre il miagolio ci segnala che c'è qualcosa che non va: magari il nostro micio ha fame o si sente messo in disparte.
Nelle notti d'estete, se teniamo le finestre aperte, veniamo spesso svegliati dalle grida dei gatti in amore, che in realtà sono dei gridi di battaglia dei maschi per aggiudicarsi le femmine. Ma i mici riescono a comunicare anche con il corpo attraverso le espressioni facciali ed i movimenti di coda e gambe. Se la coda si muove a scatti significa che il nostro gatto è eccitato o nervoso, se invece viene tenuta alta è per salutare l'arrivo del padrone o di un altro gatto amico.
Per stabilire un legame di amicizia i gatti amano toccarsi con il naso, se invece appiattiscono i baffi e le orecchie e rizzano il pelo significa che sono spaventati per qualcosa: un cane o un pericolo in agguato. Strofinarsi contro le gambe del padrone non solo un gesto d'affetto ma anche un modo per marcare il territorio e ribadire che "quello è esclusivamente il suo padrone".
I gatti sono sicuramente degli animali intelligenti, prudenti e curiosi, molti li apprezzano soprattutto per la loro personalità indipendente ma pochi sanno che ... hanno anche un'ottima memoria. I gatti riescono a memorizzare tutte le informazioni necessarie al loro benessere come l'estensione del loro territorio, i pericoli da evitare come il cane del vicino e, anche se un estraneo li dovesse portare lontano da casa, con buone probabilità riuscirebbero a ritrovare la strada di ritorno.
Purtroppo non farsi le unghie sul divano o sul tappeto nuovo non rientra tra le cose da memorizzare per un gatto ... per la "gioia" dei loro padroni. Proprio per il loro carattere autonomo infatti è molto difficile insegnare loro qualcosa, dobbiamo munirci di buona volontà e non sgridarli alzando il tono della voce quando fanno qualche marachella ... non capirebbero. Ci vuole solo tanta pazienza!


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IL LINGUAGGIO DEI GATTI


I mici sono dei gran chiacchieroni, in genere parlano molto più dei loro "cugini" cani. Fusa, miagolii, soffi, grida, gemiti: il vocabolario dei gatti è ampio ed estremamente variegato. Ogni suono, infatti, ha un particolare significato e in quanto tale va tradotto, interpretato e riconosciuto.
Il solo miagolio viene emesso in una vastissima gamma di tonalità, in base al significato che l'animale vuole trasmettere. In genere viene utilizzato dal micio per comunicare la fame, la rabbia e l'amore, per sollecitare l'attenzione altrui, esprimere disagio e insoddisfazione o per manifestare un bisogno. Starà a noi sviluppare la capacità di interpretare i loro miagolii al fine di contentarli al meglio.
Un posto particolare nelle forme espressive del gatto è occupato dalle fusa, il classico ed inimitabile 'rumorino' tutto gattesco usato per esprimere simpatia, affetto e rispetto sia verso i suoi simili sia verso il padrone. Esprime un senso di felicità, contentezza e buona predisposizione verso l'altro, si tratta della primissima forma di comunicazione tra la madre e i suoi cuccioli.
Ma il linguaggio del gatto non è fatto solo di miagolii e fusa, si esprime attraverso tutto il corpo: le orecchie, la bocca, gli occhi, la coda, il manto. Quello di rizzare il pelo, per esempio, è un gesto abbastanza frequente con cui reagisce alle aggressioni o si contrappone ad un rivale della stessa specie. Si tratta di un atteggiamento che può essere anche solo dimostrativo e che solitamente è unito all'emissione di un "soffio" ringhioso e all'esibizione delle unghie.
La posizione delle orecchie rivolte all'indietro sta invece a comunicare rabbia, mentre la coda sollevata invece è un segno di saluto verso persone e gatti amici. Un gesto caratteristico del gatto è poi lo strofinamento, un modo per segnare il territorio, ma se praticato sulle gambe del padrone o di qualsiasi persona amica, anche una maniera di manifestare affetto.
Anche gli occhi, infine, parlano. Quando il gatto è affamato dilata le pupille, quando ha paura tende a restringerle, se è in allarme alza le palpebre, se è rilassato le socchiude.


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