In pochi mesi ho "salutato" due piccoli meravigliosi amici che ci hanno accompagnato per tutta la loro vita...
sono arrivati dal gattile, ci hanno scelto loro pigolando come pulcini impazziti...
sembravano dire "prendici, prendici!"...probabilmente la loro mamma gli ha trasmesso malattie terribili e nel giro di pochi mesi si sono ammalati gravemente e li abbiamo dovuti addormentare...
Conan aveva solo cinque mesi
Indy è morto oggi...a otto mesi...
Quello che mi fa arrabbiare è che di fronte all'evidente gravità della situazione, in entrambe i casi ci siamo trovati a fare i conti con la speculazione di "veterinari" e professionisti che se ne sono altamente fregati di quello che doveva sopportare ogni volta il piccolo e che cercavano solo di tenerlo in vita più a lungo possibile per far salire sempre più vertiginosamente le loro parcelle...
è uno schifo
Non è giusto farli soffrire inutilmente o illudersi che possano miracolosamente riprendersi quando si ammalano di patologie terribili o quando i sintomi sono così gravi...credo che sia il caso di riflettere se valga la pena di sperare egoisticamente fino all'ultimo o se, invece, non sia meglio evitare loro inutili sofferenze e aiutarli ad addormentarsi...
Se siete nella zona di Bologna e cercate un veterinario che vi sbatta sul muso la verità senza dissanguarvi economicamente, mandatemi un messaggio privato e vi darò il numero di Gianni, l'unico veterinario che io abbia mai conosciuto cui preme veramente il "paziente" e non il portafoglio del suo amico umano...



L'eutanasia


Quand’è il momento?
La decisione riguardo l'eutanasia di un animale caro può essere molto difficile; si tratta ovviamente di una decisione con conseguenze irreversibili. Dobbiamo essere sicuri che sia la migliore decisione possibile e che nella stessa situazione la prenderemmo di nuovo. Non si deve temere di chiedere al veterinario quali sono tutte le possibili opzioni terapeutiche, anche se ci deve indirizzare presso degli specialisti per chiedere un’altra opinione. È inoltre una decisione che dobbiamo prendere nel miglior interesse dell’animale e non per evitare a noi una sofferenza, sia essa quella della perdita o quella di dover affrontare la malattia o il declino fisico del nostro amato animale. Aspettare troppo a praticare l’eutanasia ad un animale sofferente non è una scelta umana nei suoi confronti. In ogni caso, il veterinario può dare un suo parere, ma la decisione finale è solo nostra.

Così come si fa a sapere quando è il momento giusto? Ci sono diversi criteri utilizzati nella valutazione della qualità della vita per poter prendere una decisione per quanto possibile obiettiva.
L’animale mangia? Fondamentalmente, una buona qualità della vita comporta il fatto accettare il cibo o almeno di provarne interesse. Un animale che ha fame è ancora vitale, anche se questo non è l'unico fattore da considerare.
Le condizioni dell’animale sono confortevoli? L'animale non deve provare dolori debilitanti, crampi, sofferenza o anche il dolore psicologico che deriva dall’essere diventato incontinente e non potersi più controllare, sporcandosi.
L'animale gioisce ancora delle attività preferite? L’animale anziano non deve necessariamente continuare a rincorrere la pallina o riportare un bastone, ma dovrebbe riuscire a dormire comodamente, godere dei luoghi di riposo preferiti, apprezzare la compagnia della famiglia e le coccole, ecc. Solo chi conoscete il proprio animale sa meglio di chiunque altro rispondere a queste domande.

È stato pubblicato un sistema di punteggio per la qualità della vita, che permette di valutare con obiettività le condizioni dell’animale. Potete chiedere aiuto al veterinario per compilarlo e verificare il punteggio finale.

Qualità della vita


Si dà un punteggio utilizzando una scala da 1 a 10,
1 per le condizioni peggiori e 10 per quelle migliori.

1-10 DOLORE – Un controllo del dolore adeguato, compresa la capacità di respirare liberamente, è il fattore di gran lunga più importante. Il dolore dell'animale è controllato adeguatamente? È necessario somministrare ossigeno? La grave difficoltà respiratoria causa un estremo disagio e può essere peggiore del dolore.

1-10 FAME - L'animale mangia abbastanza? Alimentarlo a mano è di aiuto? Il paziente richiede di essere alimentato forzatamente con una sonda?

1-10 IDRATAZIONE - Il paziente è disidratato? Per i pazienti che non bevono a sufficienza, l'uso di liquidi per via sottocutanea una volta o due volte al giorno completa l'assunzione di liquidi.

1-10 IGIENE - Il paziente deve essere spazzolato e pulito, in particolare dopo aver fatto i bisogni. Evitate le piaghe da decubito e mantenere tutte le ferite pulite. Gli animali incontinenti richiedono moltissime attenzioni per evitare lesioni cutanee causate dal contatto con feci e urine.

1-10 FELICITÀ – L’animale esprime gioia e interesse? È attento alle cose che lo circondano (la famiglia, i giocattoli, ecc)? Oppure è depresso, solitario, ansioso, annoiato o spaventato? La cuccia può stare vicino alle attività di famiglia in modo che l’animale non sia isolato, o le sue condizioni sono tali da richiedere di relegarlo lontano dalle persone?

1-10 MOBILITA' - Il paziente può alzarsi senza assistenza? Ha bisogno di aiuto umano o meccanico (ad esempio, un carrellino)? Ha voglia di fare le passeggiate? Ha convulsioni o barcollamenti? Alcuni proprietari ritengono che l'eutanasia sia preferibile all'amputazione, ma un animale che ha una mobilità limitata, e tuttavia è ancora vigile e reattivo, può avere una buona qualità di vita fino a quando riceve un aiuto adeguato, ad esempio un carrellino per muoversi.

1-10 I GIORNI BUONI SONO PIU’ DI QUELLI BRUTTI - Quando i giorni brutti superano quelli buoni, la qualità della vita potrebbe essere compromessa. Quando il rapporto affettivo con l’animale non è più possibile per il suo stato di salute, si deve essere consapevoli che la fine è vicina. La decisione di praticare l’eutanasia va presa se l'animale soffre. Se la morte si avvicina in modo pacifico e indolore, si può lasciare le cose come stanno.

TOTALE Un totale di oltre 35 punti rappresenta una qualità di vita accettabile

Se si sta prendendo in considerazione l'eutanasia, si deve discutere delle condizioni dell'animale con il veterinario prima di prendere una decisione. Talvolta l’animale viene portato per l'eutanasia, ma risulta poi avere un problema relativamente semplice che può essere trattato portandolo alla guarigione completa. Inoltre oggi esistono farmaci analgesici molto efficaci, che possono tenere sotto controllo le condizioni dolorose.

Si dovrebbe essere presenti?
Assistere all’eutanasia è una decisione molto personale; prima di procedere, è bene discutere con il veterinario cosa si preferisce fare. Da un lato, probabilmente non si vuole che l’animale resti solo con degli estranei negli ultimi momenti, ma d'altra parte si può non desiderare di assistere alla morte di un animale amato. Alcuni pensano all’eutanasia come un dolce scivolare nella morte, molto simile all’addormentarsi. In realtà, di solito gli animali non chiudono gli occhi durante l’anestesia e la morte. Inoltre il momento della morte può essere accompagnato da spasmi muscolari, rantoli o perdita di feci o urina, e può essere sgradevole ricordare così il proprio animale. Si può anche scegliere di non assistere all’eutanasia, ma di salutare l’animale per l’ultima volta quando la procedura è già terminata.

Come viene eseguita la procedura?
È consentito praticare l’eutanasia solo per ragioni di salute, perciò il veterinario deve prima valutare le condizioni dell’animale. Se è la prima volta che lo vede, esegue una visita per sincerarsi che non vi sia alcuna possibilità di curare o alleviare le condizioni. Se si tratta di un animale seguito da tempo per una condizione cronica, in genere la decisione viene presa di comune accordo con il proprietario. Una volta deciso, il veterinario pratica l’anestesia generale con un’iniezione muscolare o endovenosa, secondo le condizioni dell’animale. A questo punto se lo desidera il proprietario può trascorre qualche minuto con l’animale, e l’eutanasia viene praticata quando si sente pronto.
Quando l’animale è in anestesia profonda, e non è più cosciente di nulla, si somministra una seconda iniezione che provoca una morte indolore in pochissimi minuti. Eventuali spasmi o contrazioni sono reazioni del tutto involontarie e incoscienti, che avvengono quando non c’è più attività cerebrale.

Cosa accade dopo all’animale?
I regolamenti comunali in genere proibiscono di seppellire a casa un animale da compagnia. Vi sono ditte specializzate che, a pagamento, ritirano i resti per farli cremare. È possibile richiedere una cremazione singola e ottenere le ceneri, ma la spesa è molto maggiore. Vi sono anche diversi cimiteri per animali, se si preferisce questa scelta. È preferibile discutere le varie possibilità in anticipo, prima di eseguire l’eutanasia, perché dopo il dolore in genere rende difficile prendere una decisione.

Il dolore della perdita
Il dolore è una parte naturale della perdita di un animale caro, e può sopraffarci per quanto è intenso. Non si deve provare vergogna o imbarazzo per il dolore che proviamo e per manifestarlo con le lacrime. I nostri animali sono membri amati della famiglia e la loro perdita causa un dolore acuto e una grande sensazione di vuoto. Tuttavia, è importante rendersi conto che la morte è la naturale conclusione della vita e che nonostante tutto il nostro amore prima o poi è un evento che dovremo affrontare inevitabilmente. Occorre accettare il dolore come parte della vita, essere consapevoli che serve tempo per elaborare il lutto e attenuare la sofferenza. È di aiuto parlare del dolore che si prova con amici o parenti che siano in grado di capire ciò che stiamo provando e possano condividere le nostre sensazioni. La sofferenza della perdita ci può insegnare ad amare di nuovo con maggior consapevolezza e ad apprezzare il tempo che trascorriamo con un animale amato.
www.avanzimorivet.it/cane/eutanasia.htm