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La nutria (Myocastor coypus Molina, 1782)), detta anche comunemente castorino, è un mammifero roditore originario del Sud America, unica specie del genere Myocastor e della famiglia Myocastoridae
L'areale originario della specie va da Brasile, Bolivia e Paraguay fino ad Argentina e Cile. A seguito della introduzione per lo sfruttamento commerciale della sua pelliccia (detta appunto pelliccia di castorino) la nutria si è naturalizzata in diversi paesi del Nord America, Asia, Africa ed Europa.
A causa del fallimento degli allevamenti per la produzione della pelliccia di castorino, moltissimi individui sono stati liberati intenzionalmente per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse. Da queste immissioni volontarie, unite alle fughe accidentali, si è originata una numerosa popolazione di nutrie che ben si è adattata agli ambienti umidi europei, compresi quelli più inquinati. In taluni casi la diffusione di questa specie è stata tale da turbare gli equilibri ecologici delle aree in cui è stata introdotta ed è stato necessario adottare drastiche misure per il suo contenimento. Nel 2000 si è stimato che, viste la riproduzione continua e l'assenza di predatori, 250 milioni di nutrie popolino l'Europa. Nelle aree (e sono la maggior parte) dove il controllo della nutria da parte dei predatori viene meno per scarsità di numero o totale assenza di questi ultimi, il conseguente sovrappopolamento del mammifero può arrecare ingenti danni economici alle coltivazioni agricole di cui si nutre. Inoltre, la nutria, prediligendo gli argini fluviali per la costruzione della propria tana è divenuta una delle maggiori cause di formazione di fontanazzi.
È inserita nell'Elenco delle 100 specie aliene più dannose del mondo.
In Italia la sua diffusione ha subito un notevole incremento negli ultimi anni espandendosi nella pianura padana, lungo la costa adriatica sino all'Abruzzo e sul versante tirrenico sino al Lazio: non è raro osservarla presso laghi o acquitrini, come nelle risaie del Vercellese e nel Parco Agricolo Sud Milano, ma anche nei canali e nei fiumi, persino nei centri delle grandi città (come nel Tevere a Roma, nell'Arno a Firenze e a Pisa, nei canali della bonifica tipici della Pianura Pontina (Latina), nel Bisenzio a Prato, nei Navigli a Milano, nel torrente Parma a Parma, nel Piovego a Padova, nei parchi urbani di Forlì e di Perugia o nel Lemene a Concordia Sagittaria). Presenze puntiformi si hanno anche nell'Italia meridionale e in Sicilia e Sardegna. I danni provocati alle colture e agli argini dei corsi d'acqua hanno reso necessaria in talune aree la adozione di misure per il suo contenimento.
È un roditore di grossa taglia molto simile al castoro, da cui si differenzia per le minori dimensioni e per la forma della coda (cilindrica nella nutria, piatta nel castoro). Il corpo, lungo intorno a 60 cm, è tozzo e ricoperto da una fitta pelliccia di colore uniformemente marrone scuro, ad eccezione della regione ventrale che è leggermente più chiara. Il peso è compreso tra 5 e 10 kg. Le dimensioni del maschio sono maggiori di quelle della femmina (dimorfismo sessuale). La femmina presenta quattro paia di mammelle latero-dorsali, segni delle abitudini fortemente semiacquatiche di questo roditore. Le zampe posteriori presentano quattro dita palmate mentre il quinto dito è libero. Le zampe anteriori, più corte di quelle posteriori, sono pentadattili. La dentatura è caratterizzata da incisivi lunghi e affilati che sporgono dalla rima labiale.
Allo stato selvatico la nutria ha abitudini crepuscolari ed è un'abile nuotatrice.
È un animale gregario che vive in gruppi di 2-10 esemplari guidati da una femmina dominante. Il maschio è errante.
Costruisce le proprie tane in prossimità di fiumi o stagni, al riparo della vegetazione palustre.
A differenza del ratto, con cui viene talvolta confusa, la nutria è un animale prettamente erbivoro: la sua dieta si basa prevalentemente su alghe e piante acquatiche ma in caso di necessità si nutre di qualunque vegetale, comprese le specie coltivate (p.es. mais e barbabietola da zucchero).
La nutria raggiunge la maturità sessuale molto precocemente: già all'età di 6 mesi i maschi sono in grado di riprodursi. La stagione riproduttiva comprende tutto l'arco dell'anno, con un calo della attività nei mesi invernali. La gestazione dura in media 132 giorni e si conclude con la nascita di 3-6 piccoli. Ogni femmina può avere nel corso dell'anno da 2 a 3 gravidanze, a seconda delle condizioni ambientali e delle risorse trofiche a disposizione.
Nel suo habitat naturale il principale predatore è il caimano. Nelle aree in cui è stata introdotta mancano predatori naturali e soltanto i soggetti più giovani o in cattive condizioni fisiche possono essere in modesta misura predati da cani randagi, mustelidi, volpi, linci, felini selvatici, uccelli rapaci e ciconiformi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Myocastor_coypus

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La nutria è un roditore di grossa taglia molto simile al castoro, da cui si differenzia per le minori dimensioni e per la forma della coda (cilindrica nella nutria, piatta nel castoro).
Il corpo, lungo intorno a 60 cm, è tozzo e ricoperto da una fitta pelliccia di colore uniformemente marrone scuro, ad eccezione della regione ventrale che è leggermente più chiara. Il peso è compreso tra 5 e 10 kg.
Le zampe posteriori presentano quattro dita palmate mentre il quinto dito è libero.
Le zampe anteriori, più corte di quelle posteriori, sono pentadattili. La dentatura è caratterizzata da incisivi lunghi e affilati che sporgono dalla rima labiale.
A causa del fallimento degli allevamenti per la produzione della pelliccia di castorino, moltissimi individui sono stati liberati intenzionalmente per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse. Da queste immissioni volontarie, unite alle fughe ‘accidentali’, si è originata una numerosa popolazione di nutrie che ben si è adattata agli ambienti umidi europei, compresi quelli più inquinati. In taluni casi la diffusione di questa specie è stata tale da turbare gli equilibri ecologici delle aree in cui è stata introdotta ed è stato necessario adottare drastiche misure per il suo contenimento. Nel 2000 si è stimato che, viste la riproduzione continua e l’assenza di predatori, 250 milioni di nutrie popolassero l’Europa. Nelle aree (e sono la maggior parte) dove il controllo della nutria da parte dei predatori viene meno per scarsità di numero o totale assenza di questi ultimi, il conseguente sovrappopolamento del mammifero può arrecare ingenti danni economici alle coltivazioni agricole di cui si nutre.
Inoltre, la nutria, prediligendo gli argini fluviali per la costruzione della propria tana è divenuta una delle maggiori cause di formazione di fontanazzi.
Anche a Mestrino erano iniziati i problemi causati da questi animali, danni alle colture e alle sponde dei fossi trasformati in “gruviera” , grazie all’iniziativa dell’Assessore Artuso si è creato un gruppo di volontari, che lo scorso anno è riuscito a catturarne più di 200 esemplari solo nelle zone centrali del paese.
http://pdlmestrinopd.wordpress.com/2010/01...ypus-wikipedia/

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E’ indubbio che le nutrie si siano ormai ambientate sul nostro territorio, e che causino danni, tuttavia le questione va ricondotta a questione tutto sommato limitata, anche perché il letto dei nostri fiumi e canali non scorre in posizione sopraelevata rispetto ai piani di campagna.
Va subito precisato che gli interventi di contrasto della proliferazione della Nutria “Myocastor Coypus” sono previsti dalla Legge n. 157/92 e dalla L.R. n. 8/94, la competenza è riconosciuta esclusivamente a capo della Amministrazione Provinciale che vi provvede tramite gli addetti del Nucleo ittico-venatorio.
Il Comune si rivolge infatti alla Provincia quando vuole sollecitare un’intervento della Guardie Venatorie per eliminare queste bestiole presenti nel Parco Urbano.
Le cifra di centinaia di esemplari che si ipotizza nella interrogazione è enormemente esagerata, venti giorni fa sono state censite all’interno del Parco una dozzina di capi, sabato pomeriggio sono stato al parco e non ho avuto l’occasione di notarne neanche una, in ogni caso il loro numero è inferiore a quello dello scorso anno.
E da escludere in modo categorico che le nutrie siano state fucilate e lasciate a decomporsi sul luogo, sono recuperate, sottoposte a ispezione veterinaria tesa ad esaminare il loro stato di salute prima del decesso e cremate.
Si ricorda che la nutria è un animale erbivoro, per natura quindi non aggressivo, non risultano al momento danni causati dalla “forza e potenza del loro morso”. Suscita, indubbiamente, molta avversione in quanto ha la sventura di assomigliare ad un enorme ratto, tuttavia l’avversione è oggi meno totale da parte dei visitatori del Parco, e spesso suscitano interesse e curiosità, addirittura qualcuno ha scritto sul muro “più nutrie e meno politici”.
Detto questo non si ignora la problematica e si continuerà a rimanere in contatto con l’Amministrazione Provinciale per battute di caccia finalizzate a eliminare questi animali, è nei compiti dell’ Assessorato al “benessere animale”.
http://www.ilpassatore.it/2008/06/12/sulle...rbano-di-forli/


anche qui le leggende metropolitane non si risparmiano!!!!
c'era chi diceva che fosse un incrocio di laboratorio per ricavare pelliccia...chi giura di aver sentito di un amico assalito da una nutria...
a volte l'ignoranza è veramente una brutta bestia! altro che le nutrie!
l'uomo deve rimediare ai suoi errori!
volevamo le pellicce a basso costo e abbiamo allevato le nutrie...poi ci costava troppo eliminarle quando sono diventate "inutili" e le abbiamo liberate provocando poi danni all'ambiente...
ma chi è che veramente ha fatto i danni all'ambiente?
le nutrie? o l'uomo?
io sono "un uomo"...sicuramente non vorrei avere le nutrie che mi scorazzano per casa e cercherei di proteggermi dalla loro invasione in caso ce ne fosse bisogno così come faccio con gli scarafaggi, con i topi...
e quando mi capita di fare strade in cui vedo carcasse di nutrie schiacciate dagli automobilisti, io rallento e sto molto attenta a non fare altrettanto...
l'altra notte, in via del Crocione, gli antinebbia hanno illuminato una nutria grande come un cane che stava per attraversare...e che fortunatamente per lei si è fermata mentre arrivavo...
già, in quella zona ci deve essere una colonia molto numerosa...
non sapevo che fossero erbivore
sicuramente sapere che non sono carnivore mi aiuterà a non credere più alle stupide leggende metropolitane che vedono le nutrie mangiare i cuccioli degli altri mammiferi o "ringhiare" alle persone...


...questa pagina viene visitata ogni giorno...ci sono già 8300 visite e mi chiedo "perchè"?
è perchè le persone sono curiose di sapere qualcosa in più su questo essere vivente o perchè cercano soluzioni per eliminarli?
io non lo so...
so che noi abbiamo fatto il danno e dovremmo trovare il modo di contenerlo...

è un erbivoro
quindi non è pericoloso per noi più di quanto non lo sia una gallina...
invece di combatterlo, potremmo cominciare a pensare di "adottarlo" come animale da compagnia fino a che non si ristabilisce il naturale equilibrio?
lo so che sembra un grande topone...ma c'è chi vive con animali molto più sgradevoli da vedere!
persone sporche dentro e fuori che veramente fanno schifo sono sicuramente peggio di un animale da compagnia che forse non ha scelto di essere così...
non lo so
io sono più affascinata dai gatti e dai fagiani...e forse non vivrei volentieri con un grande topone che mi gira per casa...ma
voi perchè siete arrivati fin qui?
cosa vi porta a fare ricerche sulle nutrie?

ecco uno dei motivi per cui la nutria è stata allevata nel mondo! la sua pelliccia a basso costo!

e questa sarebbe la protagonista delle nostre leggende metropolitane che la dipingono come un drago di commodo affamato e insaziabile?

ok! ho appurato che non sono l'unica pazza che pensa che la nutria possa essere un amico di vita! godiamoci qualche video di Willy!