Lepre

...andare al lavoro di notte vuol dire anche incontrare spesso animali selvatici che circolano liberi correndo per i campi...
avete mai visto le lepri? si incontrano sempre più spesso anche nei centri abitati e a volte mi chiedo come possano vincere la loro naturale diffidenza...sarà forse la mancanza di cibo o la sete o il freddo?

vediamo se trovo qualche risposta nel web

 

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Caratteristiche generali
La lepre europea misura da 50 a 70 centimetri, cui vanno aggiunti circa 8 centimetri di coda. L'altezza al garrese è di 30 centimetri. Il peso oscilla da 3 a 6 chili. Il pelame risulta formato da una lanugine corta, folta e ondulata, e da lunghi peli spessi, leggermente ondulati. Presenta un colore fulvo misto a nero sul dorso. La parte ventrale, l'interno delle zampe e la parte inferiore della coda appaiono biancastri. Possiede orecchi lunghi circa 15 centimetri, i cui peli sono neri all'estremità. Ha occhi gialli. E' diffusa in gran parte dell'Europa, fatta eccezione per le regioni settentrionali, quali Scandinavia e Russia, l'Asia occidentale e l'africa orientale e meridionale. Pianure, boscaglie e colline sono i luoghi preferiti dalla lepre, che lì vive a coppie o da sola. La lepre è più notturna che diurna e si sposta nella campagna all'alba e al tramonto in cerca di cibo: trifoglio, erba medica, cavoli e rape. All'infuori del periodo della riproduzione, trascorre la giornata dormendo o sonnecchiando nel suo rifugio, che in genere è abbastanza ampio da nascondere quasi completamente l'animale: qui la lepre allunga le zampe anteriori, posa sopra di esse il capo con gli orecchi abbassati, e ripiega sotto di sè gli arti posteriori, lasciando scorgere al di sopra della buca solo parte del dorso. Il pelame è in genere dello stesso colore del terreno ove ha scelto la dimora, dissimulandola così agli sguardi indiscreti. La lepre risulta rapida nella corsa grazie alle zampe posteriori molto lunghe e al poderoso retrotreno. Corre meglio in salita che in discesa. La velocità in corsa di una lepre è stimata attorno ai 65 chilometri all'ora. Questa specie eccelle anche nei salti. I giganteschi orecchi della lepre sono un chiaro indice dello sviluppo del suo udito. Anche l'odorato appare buono, mentre la vista è debole. Udito e fiuto l'avvertono del minimo pericolo, ciò che la spinge a nascondersi o a fuggire con grande velocità. La stagione degli amori inizia a marzo. Litigi sanguinosi scoppiano tra i maschi per la conquista della femmina. La gestazione dura circa 40 giorni. La femmina della lepre può essere fecondata nuovamente pochi giorni prima di partorire i piccoli concepiti in un accoppiamento precedente: questo fenomeno è chiamato superfetazione. Le nascite hanno luogo fra marzo e ottobre. Ogni femmina partorisce 3 o 4 volte all'anno da 1 a 5 piccoli, caratterizzati da un ciuffo di peli bianchi sulla fronte. I piccoli vengono accuditi dalla madre per una settimana, allattandoli mattina e sera, dopo di che i leprotti diventano indipendenti, essendo la loro crescita assai rapida.
http://www.animalinelmondo.com/animali/pic...RE-EUROPEA.html

 

 

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Dimensioni Raggiunge i 70 cm di lunghezza (oltre a circa 8 cm di coda), per un peso che sfiora i 7 kg: tali misure ne fanno il leporide vivente di maggiori dimensioni.

Aspetto È un animale dalla forma piuttosto slanciata, con arti posteriori più lunghi di quelli anteriori, particolarità che, insieme al potente retrotreno, gli conferisce la velocità e l'abilità di un grande corridore e saltatore. Il muso è caratterizzato da due grandi occhi gialli e lunghe vibrisse bianche. Gli occhi sono posti ai lati del capo e questa posizione consente all'animale di avere un campo visivo molto ampio, anche se la sua vista è modesta. Il senso dell'udito è invece particolarmente sviluppato: la mobilità degli ampi padiglioni auricolari gli permette di percepire e localizzare rumori anche minimi.
Il pelo ha una colorazione fulva che va dal giallo-bruno al grigio-bruno sul dorso, mentre il ventre è sempre bianco-grigiastro. Le orecchie gigantesche (sono lunghe circa 15 cm) hanno la punta nera, mentre la coda a fiocco è bianca con un pennacchio nero all'estremità. Sulla testa sono assenti le caratteristiche brizzolature nere che abbondano invece sul dorso, mentre attorno agli occhi è presente un cerchio bruno. D'inverno la colorazione del pelo tende ad assumere tonalità più vicine al grigio.

Alimentazione Questi animali hanno una dieta esclusivamente erbivora, comprendente, in estate, piante erbacee, frutti, e funghi. In inverno la dieta è naturalmente molto più povera, essendo costituita da erbe secche e cortecce di alberi ed arbusti.
Come tutti i lagomorfi, la lepre comune ha una doppia digestione del cibo, atta ad estrarre il maggior quantitativo possibile di energia da una dieta povera di energie quale può essere quella erbivora: l'animale, infatti, dopo aver ingerito il cibo lo espelle sotto forma di feci molli, di colore verdastro e consistenza gelatinosa, che vengono nuovamente ingerite e ridigerite, per poi venire espulse come feci dure, di colore scuro.

 

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La stagione riproduttiva cade solitamente in primavera: durante questo periodo i maschi si raggruppano attorno alle femmine in estro, ingaggiando combattimenti per arrogarsi il diritto ad accoppiarsi per primi con esse. Tali combattimenti consistono in violenti colpi sferrati sia con le zampe anteriori che con quelle posteriori, oltre che in morsi e balzi spettacolari: durante questo periodo i maschi sono talmente presi dalla foga amorosa che divengono assai meno cauti del solito, costituendo perciò una facile preda per cacciatori ed animali carnivori. Tale comportamento è all'origine del detto anglosassone "mad as a March hare" ("pazzo come una lepre a marzo"); lo stesso personaggio della Lepre Marzolina, presente nel libro Alice nel Paese delle Meraviglie, è ispirato alle lepri in fregola.

 

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L'accoppiamento è assai promiscuo: ciascun maschio, infatti, tende ad accoppiarsi col maggior numero di femmine possibile, servendosi anche della forza; d'altro canto, ciascuna femmina viene montata da numerosi maschi.
Durante l'arco dell'anno una femmina può portare a termine fino a tre gravidanze, a seconda della disponibilità di cibo; dopo una gestazione di 6 settimane nascono generalmente da 1 a 6 piccoli. Può essere interessante ricordare che nel caso della Lepre, a differenza del coniglio, i piccoli appena nati hanno già gli occhi aperti ed il corpo ricoperto da peli, e già a partire da qualche ora dopo la nascita sono in grado di muoversi agilmente. Tuttavia, essi passano la maggior parte del tempo nascosti singolarmente in luoghi diversi siti nei pressi del rifugio materno, con la femmina che torna da loro solo per la poppata: dopo lo svezzamento, che avviene attorno al mese di vita, i cuccioli si allontanano definitivamente dalla madre, tuttavia non possono dirsi sessualmente maturi sino all'anno d'età. Un'altra particolarità consiste nel fatto che la femmina può essere fecondata nuovamente prima ancora di avere partorito (superfetazione).
http://it.wikipedia.org/wiki/Lepus_europaeus


La Lepre Italica è molto simile alla Lepre europea, ma ha forme più slanciate avendo una lunghezza testa-corpo, coda, piede posteriore e orecchie proporzionalmente maggiori ed un peso degli adulti di circa 800 g di meno in confronto alla “cugina” europea. La Lepre Italica denota un migliore adattamento di questa specie all’ambiente mediterraneo e non presenta dimorfismo sessuale.
I colori sono le sue caratteristiche estetiche più interessanti, come la colorazione della coscia e del groppone bruno-ocra-rossiccia, la colorazione grigia della porzione basale del pelo centrodorsale (tra le scapole) negli adulti, la colorazione grigio-nerastra della nuca e della parte dorsale del collo e la separazione netta tra la colorazione bianca del ventre e la colorazione dei fianchi.
La distribuzione della Lepre italica comprendeva, anticamente, la Corsica, dove la specie fu stata introdotta, probabilmente dai Pisani, l’Isola d’Elba, la Sicilia e le regioni centrali e meridionali dell’Italia. Attualmente la specie è presente in Corsica, in Sicilia dove ci sono popolazioni stabili, e nelle regioni dell’Italia centro-meridionale, ma con piccole popolazioni isolate e rarefatte La Lepre Italica è praticamente scomparsa dall’Isola d’Elba.
Gli ambienti dove vive la Lepre Italica sono contraddistinti dalla presenza di formazioni boschive di latifoglie con radure, anche coltivate a cereali, vigneti, oliveti e mandorleti, aree cespugliate, macchia mediterranea, gariga e pascoli. In Sicilia è riuscita ad occupare una più rilevante varietà di ambienti. La dieta è molto differenziata, anche se si basa primariamente su Graminacee, Leguminose e Composite. In inverno, considerato la riduzione del cibo sopra elencato, la Lepre Italica aumenta il consumo di gemme e cortecce.
La Lepre italica si riproduce durante tutte le stagioni, anche se è stata rilevata una concentrazione delle nascite nel periodo primaverile, mentre quest’ultima in estate ed in inverno tende a diminuire drasticamente. Ogni figliata ha una media di 1,6 leprotti ed il numero medio dei parti è di 2,7 l’anno.
La densità della specie sul territorio è molto bassa ed è in genere di pochi capi per 100 ettari, soprattutto nelle aree ove si pratica l’attività venatoria. In alcune aree protette si sono registrate densità massime di 20-25 esemplari per 100 ettari.
La specie sembra osservare un comportamento piuttosto pigro e frequenta le aree di pastura solo dopo il tramonto. Dopo essersi rifocillata, stabilisce successivamente i covi diurni, i quali possono essere individuati nel folto della vegetazione e nel bosco. Se scovata questa lepre difficilmente esce allo scoperto e preferisce sottrarsi al pericolo usando l’astuzia : può rimettersi al covo dopo una breve fuga. La Lepre italica è molto agile e può compiere lunghissimi balzi sopra la vegetazione erbacea. Durante la notte, rimane spesso in posizione eretta sulle zampe posteriori.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la specie ha subito un drastico ridimensionamento in relazione al numero degli esemplari, soprattutto nella Penisola, dove attualmente la sua presenza è piuttosto frammentata e ridotta. Le popolazioni residue sono concentrate nelle aree protette ed in alcune aziende faunistico-venatorie. L’unica area dove la Lepre Italica sembra vivere senza subire la minaccia dell’estinzione è la Sicilia, dove si rileva una condizione relativamente migliore.
http://www.cacciapassione.com/caccia-e-cac...-abitudini.html

 

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La lepre è un animale dalle abitudini crepuscolari e notturne; può però essere osservata anche di giorno, sia pure piuttosto di rado e nei luoghi poco disturbati o in giorni particolarmente nuvolosi.
A differenza dei conigli, la lepre non scava tane in profondità, ma si rifugia in anfratti naturali o in buche superficiali del terreno, profonde al massimo una ventina di centimetri. In queste buche l'animale si accoccola mimetizzandosi perfettamente col terreno circostante, grazie al suo mantello altamente mimetico.

È un animale molto timido e cauto: quando, grazie ai propri sensi assai sviluppati, si accorge di un potenziale pericolo, non scappa immediatamente (rischiando di attrarre l'attenzione su di sé), bensì tende a congelare i propri movimenti e a rimanere perfettamente immobile nell'intento di mimetizzarsi con l'ambiente circostante. Se però l'eventuale nemico si avvicina troppo, con un veloce balzo (fino a 1,5 m in altezza e 2,5 m in lunghezza) l'animale esce allora allo scoperto e inizia la fuga, che spesso avviene in direzione zigzagante per confondere le idee all'assalitore. Durante la corsa, l'animale può raggiungere anche i 60 km orari
Nome scientifico: Lepus Europaeus

 

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Secondo studi svolti dall’Istituto nazionale per la fauna selvatica è emerso che il periodo più importante dell’anno per le popolazioni di lepre comune (lepus europaeus) è proprio il bimestre maggio-giugno: è questo infatti il tempo durante il quale il taglio dei prati costituisce il maggior fattore di mortalità per i soggetti di lepre, falcidiati dalle lame delle macchine utilizzate nelle lavorazioni.
Il Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate lancia dunque un appello a tutti gli agricoltori che operano nell'area protetta perché prestino particolare attenzione nelle operazioni di sfalcio.
In particolare gli operatori del Parco propongono di utilizzare alcuni accorgimenti per salvaguardare la fauna, suggerendo, ad esempio, di cominciare a tagliare il prato partendo dal centro, così da favorire la fuga degli animali, oppure limitare la velocità delle macchine falciatrici per permettere all’agricoltore di individuare in tempo soggetti di lepre presenti nel prato, o ancora montare barre o catene sui mezzi agricoli così da allontanare la fauna.
Oltre ai suggerimenti, l'Ente Parco ha adottato anche una politica di incentivi per chi collabora nella tutela della fauna, con la concessione di contributi dell’ordine di 500,00 euro ad ettaro ad imprenditori agricoli o proprietari dei terreni agricoli per la semina di colture a perdere primaverili o autunnali e per chi rinvia il primo sfalcio dei prati dopo il 1° giugno. La superficie minima ammissibile per richiedente è di 1800 mq e la durata dell’intervento è di tre anni consecutivi. Le domande e le eventuali informazioni devono essere richieste agli uffici del Parco (tel. 031 988 430, fax 031 988 284).
http://www3.varesenews.it/saronno_tradate/...lo.php?id=22109