Castenaso...

Castenaso è una località situata in Emilia Romagna e fa parte della provincia di Bologna.


Cenni Storici
L'epoca Villanoviana
I primi insediamenti, accertati da un'ampia e copiosa documentazione archeologica, risalgono al IX secolo a.C., ovvero alle prime fasi della civiltà Villanoviana.
L'epoca Romana e la centuriazione
La presenza romana nel nostro territorio è documentata non già dalla presunta etimologia del toponimo (vedi le notizie sullo stemma), quanto molto più visibilmente e indiscutibilmente dalle tracce della centuriazione agraria ancora quasi perfettamente leggibili nella suddivisione ortogonale dei campi, le capezzagne e i fossi di scolo restano ad indicare gli antichi "cardines" e "decumani".
La centuriazione era la suddivisione del territorio rurale secondo un sistema di linee ortogonali che, seguendo un orientamento prestabilito, delimitavano appezzamenti di terreno di circa 50 ettari. Tali appezzamenti venivano assegnati per la coltivazione a cento coloni e per questo erano detti "centurie". Da un punto di vista amministrativo, la campagna a sinistra dell'Idice faceva parte dell'ager Bononiensis e dipendeva quindi da Bologna, mentre quella a est del fiume apparteneva all'ager Claternatae, facendo quindi capo al municipium di Claterna, località nei pressi di Ozzano. I toponimi attestano non tanto nuclei abitativi importanti quanto un fitto popolamento rurale.

Itinerario storico-artistico
Piazza Bassi
Il Palazzo sanitario, Il Municipio, le Scuole Nasica sono edifici risalenti ai primi del Novecento e pertanto ormai "storici" non solo per il tempo trascorso ma anche perché rappresentano, da un punto di vista fotografico-architettonico, la memoria storica del paese e in un certo senso ne costituiscono il centro, anche se non ben strutturato.
Lo Stemma Comunale
Realizzato nel 1852 su richiesta dell'autorità di Bologna, per opera di illustri esponenti della comunità di Castenaso, lo stemma del Comune è la trasposizione pittorica della tradizione storica locale sulle origini del primo nucleo abitativo.
Secondo tale tradizione, non documentata, ma ripresa dagli storici locali, Castenaso deriverebbe il suo nome dal latino "Castrum Nasicae", l'accampamento (castrum) del console romano Publio Cornelio Scipione detto Nasica a causa della lunghezza del suo naso e che, comunque, passò alla storia soprattutto, per aver sconfitto i Galli Boi in una battaglia che viene tutt'ora ricordata nello stemma della cittadina.
Medaglia d'argento
Lo scorso 31 maggio 2006 il Comune di Castenaso è stato insignito dal Prefetto di Bologna, Vincenzo Grimaldi, in rappresentanza del Governo, della medaglia d'argento al merito civile per lo straordinario impegno della popolazione durante la battaglia partigiana di Vigorso e Fiesso del 21 Ottobre 1944.
http://www.comune.castenaso.bo.it/

Castenaso è il paese in cui vivo da circa dieci anni...
E' un paese sviluppatosi per creare alloggi per chi lavorava a Bologna...una sorta di paese dormitorio...ed è un paese ancora a misura d'uomo proprio per la sua caratteristica di non offrire grandi punti di interesse e di richiamo. E' un paese molto chiuso in cui si fatica molto ad entrare; i "vecchi" si conoscono tutti fra di loro e ti guardano un pò di nascosto quando vedono un viso sconosciuto. Ultimamente si sta molto sviluppando a livello urbanistico con biocostruzioni di ottima qualità ed i "visi sconosciuti" stanno aumentando a dismisura. I costi di vita di Bologna sono altissimi e molte famiglie optano per la prima periferia: Castenaso, per l'appunto, è un'ottima soluzione. E' a cinque chilometri da Bologna ed è comodo ad autostrada e tangenziale cosicchè gli spostamenti sono molto facilitati. C'è un caratteristico trenino locale che collega alla stazione centrale di Bologna ed un ottimo servizio di corriere.
Il sindaco è una cara amica e nonostante il suo operato sia stato centro di molte polemiche, è proprio il suo operato che ha consentito a Castenaso di svilupparsi anche architettonicamente mantenendo ampi spazi verdi, spazi per i bambini, spazi per gli anziani. Per i ragazzi non c'è praticamente "niente"...ho cercato di muovermi affinchè si potesse costruire uno spazio tutto per loro ma...nonostante l'appoggio del sindaco e del meraviglioso Fricco, non ne è uscito nulla di buono...
l'unico spazio per i ragazzi è la baracchina dove io faccio colazione tutte le mattine di non lavoro...e spero che riesca ad avere l'autorizzazione per l'apertura anche invernale visto che, d'inverno, praticamente Castenaso è un deserto...
vedo che non è facile trovare informazioni "già pronte" quindi cercherò di darmi da fare per trovare altro materiale
e...se passate di qui...ci facciamo un caffè dal Fricco?

Image and video hosting by TinyPic

La civiltà VILLANOVIANA

Villanoviano è il nome convenzionale e moderno di un "aspetto culturale" protostorico, definito sulla base delle caratteristiche dei resti materiali.
Il nome deriva dalla località di Villanova (frazione di Castenaso) nei pressi di Bologna, dove fra il 1853 ed il 1856 Giovanni Gozzadini (1810-1887) ritrovò i resti di una necropoli.
Durante la prima età del ferro, tra il X e l'VIII secolo a.C. l'aspetto villanoviano si estese dall'Etruria meridionale in molte parti dell'Italia centrale (Toscana, Umbria occidentale, parte delle Marche, Lazio settentrionale), e fino in Emilia-Romagna e in Campania.
Nel territorio Bolognese la zona interessata dalle abitazioni (500 quelle ritrovate) era comunque limitata all'area compresa fra il torrente Aposa e il Ravone. I Villanoviani vivevano, probabilmente, in un periodo di pace, non sono stati infatti ritrovate armi o altri oggetti nei corredi funerari che potessero fare pensare ad un popolo guerriero.
La principale caratteristica della civiltà villanoviana, con precedenti nel "protovillanoviano" della fase finale dell'età del bronzo, erano le sepolture ad incinerazione, nelle quali le ceneri del defunto erano ospitate in urne biconiche: la pratica funeraria ha somiglianze con gli aspetti della "età dei campi di urne" della pianura danubiana, mentre le popolazioni indoeuropee praticavano in genere il rito dell'inumazione.
Nelle vicinanze degli abitati, alcuni dei quali in questo periodo assumono proporzioni senza precedenti, tanto da essere definiti centri protourbani, si trovavano le aree funerarie, caratterizzate da tombe a pozzo con cinerari, spesso ma non solo biconici, coperti da una scodella o, in qualche caso, da un elmo. Un altro tipo di cinerario, è l'urna a capanna, che si ritiene riservata ai pater familias. Nonostante i corredi funebri villanoviani siano più semplici di quelli del periodo successivo, si cominciano a cogliere in essi i segni di una stabile differenziazione sociale.
Le tombe, individuali (per un solo defunto), erano a buca o "pozzetto", con eventuale rivestimento in ciottoli, a fossa, "a cassetta" di lastre di pietra. Le urne cinerarie erano chiuse da scodelle, o a volte da elmi per alcune sepolture maschili. Il corredo funerario poteva comprendere morsi di cavallo, rasoi lunati (con la lama a forma di crescente lunare) e "fibule" (spille chiuse per le vesti) "serpeggianti" per gli uomini, oppure elementi di cinturoni, fibule "ad arco" ed elementi del telaio per le donne.
Le case avevano pianta ellittica o circolare, ed erano costruite con legno e rifinite con argilla, mentre edifici rettangolari erano adibiti alle attività comuni.
La ceramica mostra forme molto varie, con le pareti spesse (per cui è necessaria una cottura ad alte temperature, che comporta una specializzazione artigianale accentuata). La decorazione è incisa, spesso con uno strumento a più punte, e i motivi sono prevalentemente geometrici.
La società era inizialmente poco differenziata, dedita all'agricoltura e all'allevamento, ma progressivamente le attività artigianali specializzate (specialmente la metallurgia e la ceramica) generavano accumulo di ricchezza e favorivano la stratificazione sociale.
http://www.castenaso.bcc.it/

Castenaso è un comune di 14.029 abitanti della provincia di Bologna.
Classificazione climatica: zona E, 2182 GR/G

Medaglia d'argento al merito civile
«La piccola comunità di Castenaso, con eroico coraggio e indomito spirito patriottico, contribuiva alla lotta di Liberazione, dando ospitalità e rifugio a gruppi partigiani. Subiva una feroce e cieca rappresaglia da parte delle truppe tedesche che trucidarono civili inermi, tra cui donne e giovani adolescenti e incendiarono alcuni edifici. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
- Fraz. Fiesso - Castenaso (BO), 21 ottobre 1944

Cenni storici
I primi insediamenti risalgono alla prima fase della civiltà villanoviana. Il termine villanoviano prende il nome dalla frazione di Castenaso in cui aveva sede il podere del Conte Giovanni Gozzadini, personaggio autorevole del panorama scientifico e culturale bolognese della fine dell'Ottocento.
La presenza romana nel territorio è documentata dall'etimologia del toponimo, Castrum Nasicae, a ricordo della battaglia che vide il console romano Publio Cornelio Scipione Nasica sconfiggere i Galli Boi nel 190 e nel 189 a.C. Lo stemma cittadino descrive ciò che la storia racconta: il fiume Idice, che esce da una brocca, divide il campo in due parti, a destra con le insigne dei Romani e a sinistra con le insigne dei Galli. Lo stemma venne realizzato nel 1852 su richiesta dell'autorità di Bologna, per opera di illustri esponenti della comunità di Castenaso, lo stemma del Comune è la trasposizione pittorica della tradizione storica locale sulle origini del primo nucleo abitativo.
Questa tradizione non è però attestata da ritrovamenti archeologici o epigrafi e si può considerare il frutto di un'operazione di ricostruzione storica condotta da un'autorevole commissione di membri della comunità con l'intento, legittimo in quell'epoca, di attribuire illustri origini al proprio paese.
La presenza romana nel nostro territorio è documentata sia dalla presunta etimologia del toponimo, sia dalle tracce della centuriazione agraria ancora quasi perfettamente leggibili nella suddivisione ortogonale dei campi, le capezzagne e i fossi di scolo restano ad indicare gli antichi "cardines" e "decumani". La centuriazione era la suddivisione del territorio rurale secondo un sistema di linee ortogonali che, seguendo un orientamento prestabilito, delimitavano appezzamenti di terreno di circa 50 ettari. Tali appezzamenti venivano assegnati per la coltivazione a cento coloni e per questo erano detti "centurie". Da un punto di vista amministrativo, la campagna a sinistra dell'Idice faceva parte dell'ager Bononiensis e dipendeva quindi da Bologna, mentre quella a est del fiume apparteneva all'ager Claternatae, facendo quindi capo al municipium di Claterna, località nei pressi di Ozzano. I toponimi attestano non tanto nuclei abitativi importanti quanto un fitto popolamento rurale.

Nel periodo altomedievale si assiste all'espansione dell'influenza di Bologna sul contado. Sono di questo periodo i primi documenti in cui si nomina Castro Castenacj o Castenasio o Castenaxe. Dal Basso Medioevo fino alle soglie dell'Ottocento, Castenaso è un abitato agricolo caratterizzato da un insediamento rurale sparso e da un piccolo nucleo aggregativo.
A partire dalla fine dell'Ottocento Castenaso comincia ad acquistare una propria identità sociale: si forma lo stemma, si costituisce il Comune, cominciano a sorgere le prime associazioni culturali e sindacali, i movimenti politici socialisti e cattolici e le prime cooperative dei lavoratori: quella dell'escavazione della ghiaia dell'Idice, quella del polverificio di Marano, la Casa del Popolo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, nel territorio agiscono diverse formazioni partigiane, in particolare la VII GAP. Si ricordano l'eccidio di Vigorso e il bombardamento che nel 1945 distrusse quasi completamente il paese.
Il 31 maggio 2006 il Comune di Castenaso è stato insignito dal Prefetto di Bologna, Vincenzo Grimaldi, in rappresentanza del Governo, della medaglia d'argento al merito civile per lo straordinario impegno della popolazione durante la battaglia partigiana di Vigorso e Fiesso del 21 ottobre 1944.
La medaglia al merito civile è stata conferita con la seguente motivazione: "La piccola comunità di Castenaso, con eroico coraggio e indomito spirito patriottico, contribuiva alla lotta di Liberazione, dando ospitalità e rifugio a gruppi partigiani. Subiva una feroce cieca rappresaglia da parte delle truppe tedesche che trucidarono civili inermi, tra cui donne e giovani adolescenti e incendiarono alcuni edifici. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio".

Luoghi di interesse artistico
La chiesa parrocchiale è dedicata a San Giovanni Battista e custodisce arredi sacri di scuola bolognese risalenti al XVIII secolo ed il prezioso portello del tabernacolo, in ramedipinto, opera di Ubaldo Gandolfi (1728-1781).
L'organo, collocato nel presbiterio in cantoria "in cornu evangeli", fu costruito da Giuseppe Guermandi di Bologna nel 1845 e modificato da Abele Marenzi nel 1909; gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, è stato ricostruito nel 1992 utilizzando il materiale superstite.

Palazzo Guidotti conserva ancora delle interessanti volte a botte databili al XVII secolo.

Madonna di Castenaso
Madonna di Castenaso è una località di Castenaso dove sorge la Chiesa della Beata Vergine del Pilar (Nostra Signora del Pilar) che dà il nome alla zona e che fu dedicata dal Rettore del Collegio di Spagna alla Vergine venerata a Saragozza. L'attuale costruzione risale alla fine del XVII secolo. L'interno, decorato in chiaro stile barocco, ospita un'immagine della Vergine, dipinta da G.B. Bolognini, di grande rilievo. In questa chiesa furono celebrate le nozze di Gioacchino Rossini il 16 marzo 1822 con il soprano Isabella Colbran, una lapide ricorda l’avvenimento. Il celebre compositore visse a Madonna per una decina di anni dopo aver acquistato un podere, ancora oggi proprietà della Fondazione Rossini . Di Villa Rossini non rimane ormai più nulla se non un caratteristico pozzetto.

Marano di Castenaso
Presso la frazione Marano di Castenaso si segnala la Pieve di S. Giminiano che sorge su un antico impianto risalente al XII secolo. Completamente distrutta nel XVI secolo dalle truppe di Cesare Borgia detto Duca Valentino, venne ricostruita in forme neoromaniche solamente nel 1929 conservando il campanile cinquecentesco.
Di rilievo Villa Molinari-Pradelli, conosciuta come Villa Marana. La villa, che fu di proprietà del Maestro Francesco Molinari-Pradelli (1911-1996), presenta una facciata secentesca e ospita la preziosa collezione d'arte privata Molinari-Pradelli. Tra le altre opere della collezione, l'Angelo annunciante e Vergine Annunciata di Luca Giordano (1634-1705) e alcune tele di Lorenzo De Caro.

Villanova di Castenaso
La frazione di Villanova di Castenaso è celebre per la necropoli dell'Età del Ferro, primo ritrovamento della civiltà detta appunto villanoviana.
Nella frazione sorge la Villa Gozzadini, nota per essere stata centro degli scavi del conte Giovanni Gozzadini (1810–1887), che nel 1853 portò alla luce vasti sepolcreti dell'Età del Ferro (IX-VI secolo a.C.). Attualmente la villa, costruita dall'omonima famiglia senatoria bolognese e risalente al XVI secolo, con successive modifiche, versa purtoppo in stato d'abbandono; i reperti sono conservati nel Museo Civico Archeologico di Bologna.
La parrocchia di Villanova è intitolata a Sant'Ambrogio. Secondo la leggenda il celebre santo milanese si fermò da queste parti durante la sua visita a Bologna.
Altra testimonianza architettonica del XVII secolo è l'Oratorio di San Matteo della Pederzana, di struttura semplice, a pianta rettangolare con campanile a vela. Sul fronte una bella formella in cotto raffigurante S.Matteo. Questo oratorio fu edificato nel 1658. Faceva parte delle pertinenze della villa Silvani-Manaresi.
Villa Manaresi, nota anche come la Pederzana, venne fatta costruire nel 1627 da Marcantonio Pederzani, ricco commerciante di legnami.
La frazione è anche un importante polo commerciale: vi sono numerosi ipermercati, magazzini e mercati all'ingrosso ed è qui che ha la sua sede legale la Coop Adriatica.

Veduro
Veduro è una frazione di appena 16 abitanti, che praticano quasi esclusivamente un attività agricola, favorita dala vicinanza allo scolo Fiumicello Dugliolo. Al centro del piccolo abitato sorge una chiesa ora in rovina.

Evoluzione demografica

image


http://it.wikipedia.org/

qualcuno parlava della periferia delle grandi città nata come dormitorio...
Castenaso è nata proprio così...
Bologna, la città dotta e ghiotta, è diventata una città invivibile pur essendo una città ancora a misura d'uomo...
Quando ho conosciuto "uomo", dopo tre mesi mi sono traferita per le feste di Natale qui a Castenaso...e non sono più andata via...
Anni fa canzonavo una collega che abita in questo paese dicendole che viveva in mezzo a galline e conigli in un paese che non esisteva neppure sulle carte...era un gioco...e quando vidi la sua piccola casa circondata dal verde, affacciata su una piccola piazza e libera dai rumori del traffico, ho capito subito che io, vivendo in città, forse stavo perdendo qualcosa...
Sono ormai dieci anni che vivo in questo piccolo paese alla periferia di Bologna...
quando lavoravo in centro a Bologna, fra pullman e autobus mi ritrovavo a dover partire da casa più di un'ora prima dell'inizio del lavoro...e tornavo a casa stremata più per il viaggio di ritorno che per il lavoro in sè...
ora...
quando abbiamo deciso di comprare la nostra prima casa ho deciso di cambiare lavoro per poter contribuire all'acquisto in parti uguali...ecco perchè ho ricominciato a lavorare di notte e ho potuto riprendere la macchina per gli spostamenti...in sei minuti esatti sono sul posto di lavoro...mica male!?

Quando esco di casa i merli cinguettano ed è piacevole iniziare così le mie giornate
Quando torno a casa mi sembra sempre di arrivare in un piccolo paradiso...vivo in una zona residenziale a velocità limitata e le macchine sembrano quasi non esistere...le vedo parcheggiate ma non le sento circolare...
Io...non potrei tornare in città...
anche se Bologna è la più bella città del mondo...per me! :14c61e9.jpg:

lo so di essere molto fortunata!
ma ho scoperto anche che la fortuna bisogna aiutarla un pò!?
Sono nata a Bologna e trasferirmi qui, in questo paesino, non è stato facile i primi tempi...
Ho perso tutti i miei punti di riferimento...e solo da poco ho iniziato a cercare di allargarli senza guardare a ciò che avevo perso ma puntando su ciò che avevo guadagnato...
oggi non potrei più vivere senza il piacere della campagna, delle lepri spaventate che saltano via, dei fagiani che beccano come fossero polli...delle gazze che si rincorrono...dei colori dei miei tramonti...
della città vista da lontano non come un "miraggio" ma come una comodità a portata di mano...

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic

forse qualcuno di voi conosce quella "piccola" chiesa che si vede sullo sfondo del panorama...è la Basilica di San Luca, uno dei luoghi da non perdere per chi viene a Bologna...le colline sono le colline che circondano Bologna...in giornate limpide da casa mia si vedono anche gli Appennini...le cime innevate del Corno e a volte anche quelle dell'Abetone...
Castenaso è un paesino delizioso...
e...
mò vi racconto del perchè sono pronta a lasciare questo paradiso!

Le immagini pubblicate in queste pagine sono state prese nel web offerte in forma pubblica e rimangono di proprietà dei rispettivi autori. In caso foste al corrente di violazione di copyright di cui non sono a conoscenza, vi prego cortesemente di informarmi tramite messaggio privato e provvederò a rimuovere le immagini contestate,
grazie