Il fascino del male che si lascia modellare dal bene è un tema che se opportunamente raccontato crea dei capolavori. In questo lungometraggio l’impegno c’è tutto ed il risultato è ottimo. Si narra la storia di uomo che ha fatto della violenza il suo stile di vita, la guerra è il suo mestiere fin quando non trasforma questa sua esperienza in arte restando fedele a se stesso e mutando solo l’obbiettivo finale della sua natura bellicosa. La cosa più bella di tutta l’opera è la correttezza con cui il film si relaziona agli spettatori: non pretende di insegnare che si può diventare ciò che non si è mai stati ma propone la possibilità di indirizzare la propria essenza a qualcosa di diverso e, perché no, migliore.
Buona è anche la struttura della pellicola che rinunciando all’uso di troppi effetti speciali di ultima generazione risulta piacevolmente pulita. Decisamente ben riuscita la scelta di ambientare il tutto in una Inghilterra d’altri tempi, lontana dal nostro stile e dal nostro immaginario tanto quanto i valori a cui fa da sfondo. Complimenti quindi alla regia del giovane Michael J. Bassett ma anche all’ottima interpretazione James Purefoy nei panni del protagonista.
http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/cinema/13284


Vagamente ispirato al classico Hammer Il grande inquisitore (1968, di Michael Reeves), Solomon Kane ibrida le caratteristiche del fantasy con quelle del filone cappa e spada, senza rinunciare a qualche rimando all’horror puro. Diretto da Michael J. Bassett (Deathwatch, Wilderness), ovvero uno degli esponenti del nuovo cinema di genere britannico, il film racconta la storia di Solomon (James Purefoy), figlio reietto di un castellano (Max von Sydow) che, a causa di una vita dissoluta e basata sulla violenza, si ritrova l’anima maledetta direttamente dal diavolo. Per redimersi dovrà combattere il male. Considerando il basso budget a disposizione, Solomon Kane risulta migliore di quanto ci si potesse aspettare; Bassett conferma di avere un certo talento visivo, grazie al quale riesce a sfruttare al meglio gli effetti in CGI integrandoli con il live action. Nonostante una sceneggiatura piuttosto povera e strutturata a “compartimenti stagni” (siamo dalle parte dei videogames), il film non annoia e scorre verso lo scontato finale con un ritmo abbastanza sostenuto. A luglio abbiamo visto di (molto) peggio.
http://magazine.libero.it/cinema/recension...sonc=1530843407

Spietato mercenario al soldo dell’esercito inglese, Solomon Kane è condannato alla dannazione eterna. Quando però, in una battaglia che ha luogo nell’Africa del nord, si trova ad affrontare alcune presenze demoniache, decide di cambiare vita. Lo aiuta la famiglia puritana dei Crowthorn, che lo prende a ben volere, ma i suoi propositi sono tuttavia resi vani dal diabolico Overlord. Solomon è costretto a riprendere le armi e riabbracciare la violenza, a costo di smarrire del tutto la propria anima. Certe volte, però, la via della redenzione passa per sentieri inconsueti…
Le strade che conducono all’inferno sono lastricate d’oro. E a questo punto anche quelle per il paradiso. Un pass, di questi tempi (anzi, di quei tempi…) non si nega proprio a nessuno. Assassini, mercenari, saccheggiatori? Nessun problema. Cura disintossicante di redenzione ed il soglio di Pietro, oplà, si spalanca. Non c’è affatto bisogno di formalizzarsi! Per così poco poi! Nato dalla geniale vena immaginifica di un signor scrittore del fantastico come Robert Ervin Howard, (amico di Lovecraft e soprattuto creatore di Conan il barbaro), che già nel 1928 pubblicava in Italia le sue opere, Solomon Kane ha condotto un’esistenza tribolata non solo nelle sue avventure, quanto anche nel suo esordio cinematografico.
Il passaggio dalle pagine di un libro fino alla macchina da presa, passando per i fumetti della Marvel, è stato lungo e laborioso, se è vero che la prima idea di un film sul tenebroso eroe risale addirittura al 2001. In dieci anni circa ne è passata acqua sotto i ponti. E pure di attori: il primo ad interessarsi al progetto fu nientedimeno che Christopher Lambert, il quale, dopo l’esperienza con le spade in Highlander, si candidava naturalmente alla parte. Tuttavia, le strade del cinema (è il caso di dire, e non solo aggiungeremmo) sono infinite e si è arrivati all’interprete britannico James Purefoy divenuto famoso con le interpretazioni de Il destino di un cavaliere (2001) all’ombra del compianto Heath Ledger e di Resident Evil (2002) al fianco di Milla Jovovich, nonché del serial tv Roma. Non proprio la stessa cosa, ma comunque convincente. A volerla dire tutta, la concezione della redenzione dell’anima conquistata attraverso la lama di una spada non è nuovissima. Se ne ravvedono le origini nella storia occidentale e se ne sono viste tante trasposizioni di celluloide sul grande schermo. Volendo fare un raffronto con un altro film fantasy degli ultimi anni, il parallelo viene quasi spontaneo. Ci riferiamo a Van Helsing (2004) di David Sommers con Hugh Jackman (il volto di Wolverine nella saga X-men) cacciatore di vampiri per tradizione, di tutti i mostri possibili per copione, che, alle dipendenze del Vaticano va i giro per l’Europa ad uccidere le strane creature e, con questo, salvarsi l’anima.
Discreto il successo di pubblico quello conseguito dopo le prime uscite, e buone le voci della critica di genere, per il film di Michael J. Bassett, giovane regista britannico al suo terzo lungometraggio dopo Deathwatch – La trincea del Male e Wilderness distribuiti in Italia solo in Dvd. Strana vicenda professionale la sua: documentarista, doppiatore, costumista, infine la scelta di mettersi dietro una macchina da presa. Atmosfere dark, azione, mostruosità varie, qualche spacconata ben assestata gli ingredienti della pellicola ambiziosa anche sul versante botteghini. Girato quasi interamente nei mesi invernali in Repubblica Ceca, quindi al gelo polare, Solomon Kane è stato presentato in anteprima in occasione della quarantaduesima edizione del festival del Cinema Fantastico di Sitges, che si tiene in Spagna. Passando in rassegna gli altri interpreti principali ne registriamo due di livello assoluto. Max von Sydow, fra i prediletti del regista Ingmar Bergman, entrato nella storia del grande schermo per l’interpretazione di uno dei due sacerdoti ne L’esorcista (1973), e Pete Postlethwaite, molto ammirato da Steven Spielberg, nomination all’Oscar nel 1993 come miglior attore non protagonista per Nel nome del padre. E comunque, cari adoratori del fantastico non preoccupatevi. In lavorazione c’è già il secondo capitolo, come rivelato dal regista sul suo blog, ed in diverse interviste. Location? Sudafrica.
www.film-review.it/6900-Solomon_Kane.htm

Ho appena visto questo film!
Non mi ha entusiasmato come "film" anche perchè a me ricorda molto i film di Conan con Arnold Swarzeneger...
Quello che mi ha entusiasmato sono state le bellissime inquadrature, i colori, il ritmo...una scenografia fantastica!
Ho avuto parecchi deja vu! Forse sono troppo vecchia e ho già visto troppe cose?
I combattimenti di spada sono stati veramente realistici anche se non si sono risparmiate scene parecchio cruente...
Diversi "colpi di scena" sono scontati ma la meraviglia delle scene che si possono ammirare sicuramente non lo è...
A un certo punto, in mezzo a tutto il fango, il sangue e il sudore, a me è venuto il desiderio di farmi una bella doccia!!!!!!
Ciaoooo

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