Le donne oggi sono troppo aggressive?

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Le Donne Oggi Sono Troppo Aggressive? La Parola Agli Uomini.
Oggi va di moda dire che le donne sono aggressive e spaventano gli uomini…. Ma è vero?
Io credo di no, ma parliamone tutti insieme…
Questo post nasce da una inchiesta che qualche tempo fa mi è stata commissionata da una nota rivista. Poi per vari motivi il taglio dell’articolo da consegnare è cambiato. I risultati dell’inchiesta, però, mi sembrano interessanti, e ve li propongo qui…

“Gli uomini si lamentano sempre dell’aggressività femminile, fai un po’ di interviste e sentiamo cosa hanno da dire”, mi avevano chiesto dalla redazione.

Mi sembrava una buona idea. Ricordavo perfettamente lunghe cene con cari amici intenti a lamentarsi dell’aggressività femminile, spiazzante, stressante… E c’era sempre qualcuno che agitava lo spauracchio delle donne dell’Est, dolci e accondiscendenti, pronte a portarci via i nostri uomini stanchi di durezza e rivendicazioni.
Eppure, tutti gli uomini che ho interpellato in questa occasione si sono ribellati con decisione: “No. Macchè. Le donne non sono aggressive! Forse un po’ difese, ma aggressive assolutamente no!”.
La cosa mi ha stupito. Ho insistito. Ma a ogni intervista, la risposta è ritornata, convinta, senza esitazioni. E allora ho drizzato le orecchie. In effetti quelle conversazioni che ricordavo risalivano a qualche anno fa…
Qualcosa sta cambiando, forse, nelle dinamiche tra i sessi?
Questa sì che sarebbe una notizia! Quella sorta di guerra fredda, iniziata dopo che il femminismo e la liberazione sessuale hanno scompaginato i ruoli tradizionali, quella contrapposizione che ha portato i due sessi a situazioni di profonda incomprensione, si sta forse avviando, lentamente, verso un augurabilissimo processo di distensione?

Vi riporto quello che hanno detto gli amici che ho intervistato: Marco, Emanuele, Vito, Dario, Michele.

(E’ solo per iniziare la discussione! Poi mi direte cosa ne pensate voi…)

Marco:“Probabilmente, quello che sta accadendo è che certi atteggiamenti femminili, che sino a ieri abbiamo interpretato come aggressivi, ci spiazzano meno. Non ci piacciono, però non li interpretiamo più come manifestazioni di ostilità, bensì come espressioni di paura, di rigidità, di insicurezza, di confusione…. Ieri una donna ‘appuntita’, polemica, quasi sgarbata nel rifiutare certi gesti del corteggiamento tradizionale ci metteva in crisi, oggi tendiamo a pensare che sia solo molto difesa. Se ci interessa, sappiamo che possiamo anche insistere, con delicatezza e pazienza. Se no passiamo oltre, ma senza l’astio di un tempo.”

Vito: “Il caso classico è quello delle valigie: viaggio spesso con gruppi organizzati, e mi capita di offrire aiuto con il bagaglio alle donne appartenenti al gruppo. A volte la risposta è un rifiuto rigido, un po’ altezzoso, quasi una rivendicazione di autonomia: ‘non ho bisogno di te, sono in grado di badare a me stessa’. Lo stesso accade con un complimento o una frase un po’ scherzosa: alcune donne del gruppo mi guardano con sospetto (per fortuna non tutte, ce n’è sempre qualcuna più rilassata). Eppure alla fine della vacanza, quando ci si conosce meglio, tutte accettano sia i complimenti che l’aiuto…”

Difese? Diffidenti?
E’ possibilissimo. Per alcune può trattarsi di insicurezza o timidezza. Altre donne hanno alle spalle qualche delusione, piccola o grande, che le ha lasciate un po’ corazzate. Non tutte hanno la spensieratezza necessaria per accogliere con un sorriso fiducioso lo scherzo (anche galante e gentile) di uno sconosciuto. Prima di abbassare la guardia si pretende di conoscerlo, di capirlo…

Emanuele: “Ma forse alcune donne fanno anche bene a difendersi un po’… Le donne adulte hanno già avuto tante esperienze, e sanno che devono essere caute, per andare verso ciò che vogliono davvero. Per alcune tra le più giovani è diverso: loro sì che si potrebbero definire aggressive, ma non nel senso di polemiche: sono aggressive nel prendere l’iniziativa, anche a letto! Qualcuna si comporta come un uomo, nel senso che vive il sesso molto liberamente, senza troppo romanticismo. Ad alcuni di noi piace, altri si lamentano di sentirsi usati…”

Dario: “Forse questo atteggiamento un po’ difeso si crea a causa del lavoro, e infatti mi sembra di avere notato che sia più frequente tra le donne che lottano per farsi strada nella professione. Allo stesso modo, se non avessi paura di generalizzare troppo, potrei ipotizzare che sia più comune nelle metropoli che nelle piccole città di provincia”.

Ancora Dario: “Probabilmente è normale: una donna, sul posto di lavoro, tende ad avere un atteggiamento improntato all’efficienza, all’impersonalità, spesso un po’ sbrigativo. Molte in ufficio non si possono permettere – o ritengono di non poterlo fare – di mostrarsi ‘morbide’ e femminili, o di manifestare la propria personalità. Alcune, sul posto di lavoro, ci sembrano un po’ delle virago, e qualche uomo si lamenta… Ecco, se uno fa il cascamorto in ufficio forse può beccarsi una risposta tagliente, ma potremmo dire che se l’è cercata. Anche noi dobbiamo imparare a tener conto del contesto. Alcune di queste donne però non riescono a cambiare atteggiamento nel privato: quando le chiami per invitarle a cena, conservano un tono professionale, efficientista, che a volte risulta un po’ freddo e impenetrabile. Questo è già più fastidioso…”.

Uomini e donne iniziano a capirsi?
Quello che mi colpisce, nelle risposte maschili, è un nuovo spiraglio di disponibilità a capire il perché di certi atteggiamenti femminili. Almeno negli uomini più sicuri di sé, che sembrano rinunciare alla contrapposizione polemica per cercare di arrivare a nuovi incontri più spensierati.

Emanuele ride: “Se una donna è scontrosa e insopportabile, e mi interessa davvero, sdrammatizzo, ci gioco, la stuzzico con garbo. A volte ho successo, e lei finisce per ridere di se stessa…”.
Certo, la maggior parte degli uomini ammette di preferire le donne più aperte e ‘morbide’, sicure di sé al punto da lasciarsi andare al flirt. E qualcuno rimpiange la femminilità accogliente di un tempo.

Vito: “Però le nostalgie non hanno senso. I ruoli si sono scardinati, e penso che in fondo sia un bene: è un po’ più difficile capirsi, trovarsi, ma c’è più libertà”.

I più insicuri, d’altra parte, fraintendono invece ancora facilmente certe durezze femminili, e puntano il dito.

Michele: “Si lamentano tanto che non hanno un fidanzato, e poi sono sgarbate se rivolgi loro la parola…. E poi è inutile: o a una donna piaci subito (magari perché hai i soldi, il lavoro giusto e il look perfetto), e allora lei è determinata e ti fa capire subito che ci sta. Oppure non c’è niente da fare, ti guardano come se fossi trasparente…”

Vero o falso?
Vere o false, le afferemazioni di Michele? False, in gran parte: sono moltissime le donne che, quando arrivano a conoscere un uomo, sono capaci di cambiare idea sul suo conto e passare da un’iniziale indifferenza a un’attrazione anche forte.
Ma nell’accusa di Michele c’è un granello di verità: è un difetto di tante donne quello di inseguire con troppa determinazione un uomo ideale, ‘cieche’ spesso a chi passa loro accanto e non rientra perfettamente in certi canoni… E spesso in tale chiusura sembrano (o sono?) un po’ sgarbate e fredde.

Marco: “Vorrei fare un invito alle donne: giocate di più, e prendete certi approcci con più leggerezza!. Ho la sensazione che molte donne oggi siano vittime di un fraintendimento: pensano che se abbassano la guardia un attimo, se accettano un complimento, un invito, o uno scherzo innocente, poi debbano in qualche modo, per coerenza, arrivare chissà dove, come se noi uomini fossimo interessati solo a ‘concludere’. Bene, non è del tutto vero. Certo, miriamo a un obiettivo ben preciso, ma alla maggior parte di noi fa comunque piacere flirtare con le donne, conoscersi, ridere, scherzare. L’idea è: iniziamo a star bene insieme, e vediamo cosa succede!”

Insomma, da una parte del mondo maschile arriva un segnale di distensione: abbiamo voglia di accoglierlo?
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