Donne che pensano troppo

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Donne che Pensano Troppo.
Il Problema.

Sei capace di pensare bene, lucidamente e costruttivamente, usando tutte le tue potenzialità creative? O invece tendi a “pensare troppo”, ovvero a rimuginare continuamente e ossessivamente su ansie e problemi, sprecando tempo ed energie, e rovinando la tua serenità?
A molte persone succede: rimangono intrappolate nei circoli viziosi della mente, e rimuginano per ore su qualcosa che le turba: un’espressione del viso del (o della) partner, la parola sgarbata di un conoscente, o le ansie sui figli, perdendosi in un labirinto infinito di sensi di colpa, accuse e frustrazioni.
E’ un’abitudine più diffussa nelle donne, ma accade anche agli uomini, cui consiglio la lettura di questo articolo: le dinamiche e le soluzioni sono pressocché le stesse!

Facciamo un esempio.
Ecco quali sono, spessissimo, i pensieri di Valeria, una neommma: “Come mi sono ridotta! Non riuscirò mai a perdere i chili che ho messo su in gravidanza… Sembro un baule! Rimarrò perennemente in sovrappeso, e con l’andare degli anni sarà sempre peggio. A mio marito potrei non piacere più… E se incontrasse sul lavoro qualche bella ragazza più giovane e magra e si stancasse di me? Come farei a tirare avanti da sola con un bimbo piccolo? Come potrei trovare di nuovo un lavoro? Il mio curriculum è così scarso! Se avessi almeno imparato a usare il computer… Ho sbagliato a non fare quel corso di formazione… In verità ho sbagliato tutto… Non valgo niente e ora non sono più neanche carina…” E così via, in una spirale di autodenigrazione senza fine.

Forse non sapevi che gli psicologi hanno addirittura coniato un termine tecnico per questo tipo di lavorio mentale: si chiama “ruminazione” (per essere un termine scientifico, è sorprendentemente esplicativo…)

Ruminare è un’attività cui le donne sono predisposte assai più degli uomini. Lo sostiene Susan Nolen-Hoeksema, psicoterapeuta americana, che al problema ha dedicato tanti anni di ricerche e un bel libro: Donne che pensano troppo (Frassinelli, euro 18,00). Vediamo insieme allora cosa significa ruminare, quali problemi può creare questa propensione, e come smettere, per riuscire di nuovo a usare il pensiero in modo più creativo.

Una tendenza molto femminile
Si rimugina su ogni sorta di situazioni: le perdite e i traumi, il lavoro, il passato, i conflitti con gli altri, le relazioni affettive, i rapporti con i genitori e i figli.

A volte l’oggetto della ruminazione sono questioni importanti, addirittura esistenziali: chi sono? Cosa sto facendo della mia vita? Perchè non mi sento felice e appagata? Sono domande di grande interesse, ma se chi se le pone tende alla ruminazione, e le solleva in un momento in cui è depressa, possono innescare altre preoccupazioni, con un effetto a catena.
Altre volte, a dare il via alle ruminazioni sono questioni banali: un’osservazione sarcastica del capo, una frase sbagliata della propria madre, o addirittura il commento della commessa di un negozio!
Quando si “rumina” si torna e si ritorna sui propri pensieri e stati d’animo negativi, riesaminandoli e riflettendoci su, “impastandoli” come si fa con il pane.
Per esempio, si può iniziare pensando a un recente battibecco con un’amica: “Come può avermi detto una simile cattiveria?” A volte, nei casi migliori, riusciamo a risolvere rapidamente la questione: “Era solo di cattivo umore”, “Fa così con tutti”, “Le dirò di essere più gentile la prossima volta”: poi non ci pensiamo più.
Ma quando cadiamo nella spirale della ruminazione, queste domande non fanno che portare altre domande, con un “effetto lievito”: “Farò bene a dirle quello che penso? E se dopo perdo questo rapporto? Non vorrei rimanere sola… Ho già perso altre amicizie… Come farei?”
Proprio come la pasta da pane aumenta di volume quando la si lavora, i pensieri negativi crescono, si espandono: ben presto si estendono ad altri eventi o situazioni della vita, sino a riguardare i grandi interrogativi che ci poniamo su noi stesse: “Se non riesco a gestire una piccola tensione come questa, come posso pensare di farmi valere sul lavoro? Sono troppo fragile… Mi lascio calpestare da tutti. E’ perché in fondo so di non valere nulla… ”
Secondo la dottoressa Nolen-Hoeksema, la tendenza alla ruminazione è diffusissima, e in misura maggiore o minore fa in qualche modo parte dell’essere donne. Il gentil sesso è più a contatto con il mondo emotivo, e si preoccupa di più sia di come vanno i rapporti interpersonali, che dei sentimenti e del benessere delle altre persone.

Ma forse è inevitabile
Questo surplus di lavorio mentale legato all’ansia è dato anche dal fatto che le donne, oggi, hanno una vita notevolmente complicata: sul lavoro sono più svantaggiate rispetto agli uomini, spesso sono divise (con enormi sensi di colpa) tra figli e carriera, sono loro il più delle volte che si occupano della quasi totalità dei lavori domestici e della gestione dell’educazione dei figli… Come stupirsi se qualche volta vengono risucchiate da mille preoccupazioni e non riescono a mantenere una giusta prospettiva?
Tuttavia, l’attitudine al rimuginare è davvero deleteria e va combattuta: mina l’umore e talvolta anche la salute, predispone ad ansia, insonnia e depressione, toglie lucidità, ha un effetto paralizzante.
E’ importante capire che il ruminare non coincide con il “riflettere”: quando una persona riflette il più delle volte è serena (o quantomeno calma), e si sente lucida e concentrata: anche se non trova la soluzione dei suoi problemi, ben raramente si sente del tutto priva di potere.
Inoltre, quando riflette spesso è obiettiva, e si concentra sulle difficoltà, ma anche sui punti di forza. E in genere alla fine si sente più leggera, e pronta a passare all’azione.
Quando si rimugina invece si sente che piano piano si sta cedendo il timone della mente: i pensieri negativi prendono il sopravvento, banali dettagli sgradevoli si ingigantiscono, ci si ritrova a ripetere sempre le stesse cose ossessivamente, mentre il tono dell’umore vira verso il basso e ci si sente sempre più impotenti o più rabbiose

Ti sei riconosciuta (o riconosciuto)? Ti capita spesso di “ruminare”? Quali problemi ti porta?
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