Centro Antiviolenza "Trama di Terre"

Violenza psicologica

Ogni mancanza di rispetto che offende e mortifica la dignità di una donna, che ne mina la fiducia personale, che ne limita le potenzialità, che la isola e la esclude.

Questa violenza è volta a svalutare la donna, a farle credere che è priva di valore. Si manifesta attraverso atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e che non sono sempre facili da riconoscere come dannosi. La violenza psicologica accompagna sempre quella fisica, spesso la precede.

Esempi:
insulti in privato e/o in pubblico; minacce verso la persona o i suoi cari (figli, famigliari, partner, amici, colleghi, animali domestici, ecc.); urla indirizzate contro la persona o i suoi cari (figli, famigliari, partner, amici, colleghi, animali domestici, ecc.); ricatti materiali o morali; comportamenti dispregiativi e denigratori sistematici (parole sprezzanti ed offensive umiliazioni, ridicolizzazioni, rimproveri, critiche avvilenti, continui confronti con altre donne o precedenti partner); controllo sulle azioni (controllo degli orari, delle spese, delle relazioni, delle scelte), sulle parole (correzione continua), sui pensieri; isolamento fisico e/o relazionale (esclusione dai contatti amicali e famigliari, esclusione dalla comunità di appartenenza); ostacoli a perseguire propri obiettivi e desideri (a che la persona prosegua o si cerchi un lavoro; a che abbia un figlio oppure decida di non averlo; a iniziare, proseguire o riprendere gli studi, ecc.); limitazione della libertà personale nei movimenti e spostamenti (obbligo di uscire di casa solo in certi orari, obbligo di non uscire sola, ecc.); tradimenti, inganni, menzogne che negano la realtà; gelosia patologica (dubbi costanti sulla fedeltà della donna; impedimento a o rimprovero per l’incontro con uomini al lavoro, per strada, in famiglia, tra amici); imposizione di un determinato abbigliamento; imposizione di determinati comportamenti pubblici e/o in privato; controllo maniacale della gestione della vita quotidiana; indifferenza alle richieste affettive; chiusura comunicativa persistente; rifiuto sistematico di svolgere lavoro domestico e/o educativo; sottrazione/danneggiamento volontario di oggetti o animali suoi o dei suoi cari; rifiuto di lasciare la casa coniugale; imposizione della bigamia-poligamia; sottrazione del passaporto, del permesso di soggiorno o di altri documenti necessari; obbligo/minaccia di tornare al paese d’origine; matrimonio precoce o forzato; minaccia di suicidio o autolesionismo da parte del partner; obbligo firma di dimissioni in bianco, ecc.

 

Violenza fisica

Esercizio di atti lesivi dell'integrità fisica della persona, dalle percosse, alle lesioni, all'omicidio.

Esempi:
minacce, percosse, pizzicotti, spintoni, lesioni, sputi, morsi, calci, pugni, schiaffi, immobilizzazione, bruciature, strangolamento, privazione di cure mediche e/o del sonno, ecc.

 

Violenza sessuale

Ogni forma di imposizione e di coinvolgimento in attività sessuali non desiderate anche all’interno della coppia.

Esempi:
richiesta di atti sessuali non voluti; aggressioni sessuali; stupro; esposizione; messa in ridicolo dei comportamenti sessuali della donna e delle sue reazioni; fare pressioni per l’utilizzo o la produzione di materiale pornografico; la costrizione a rapporti sessuali con o in presenza di altre persone; richiesta o imposizione di atti sessuali per mantenere il posto di lavoro o progredire nella carriera; gravidanza forzata; imposizione dell’aborto; obbligo di portare a termine la gravidanza; imposizione di rapporti sessuali non protetti; divieto di far ricorso alla contraccezione; mutilazioni e/o operazioni forzate agli organi genitali; “prova” di verginità; sterilizzazione forzata; prostituzione forzata; pressioni e ricatti per sottoporsi a rapporti sessuali non desiderati; ecc.

 

Violenza assistita intrafamiliare

Ogni atto di violenza (fisica, psicologica, sessuale, economica, stalking, culturale) agito su un membro della famiglia (nella maggior parte dei casi si tratta della madre che subisce violenza dal proprio marito/compagno) a cui un minore assiste direttamente o indirettamente. Gli effetti psicologici della violenza assistita possono essere molto gravi per i minori. Spesso manifestano gli stessi disturbi che affliggono la madre maltrattata: disturbi del sonno, dolori cronici, ansia, perdita della fiducia in sé e negli altri.

Esempi:
bambini che assistono a maltrattamenti sulla madre ad opera del coniuge violento e spesso costretti a mantenere il segreto su ciò che succede in famiglia.

 

Violenza economica

Ogni forma di controllo e limitazione che impedisca alla donna di essere economicamente autonoma.

Esempi:
privazione e/o controllo del salario e/o del proprio denaro personale o di famiglia; controllo delle spese personali della donna o spese famigliari; impedimento ricerca o mantenimento lavoro; impegni economici/legali imposti/ottenuti con inganno; abbandono economico; estorsione di denaro; mancata corresponsione del denaro per piccole spese; mancata corresponsione dell’assegno per il mantenimento; mancata corresponsione assegno figli; utilizzo improprio ed eccessivo del denaro famigliare, ecc.

 

Violenza sul lavoro

Ogni comportamento che danneggia l’integrità psico-fisica della donna nel rapporto e nel luogo di lavoro. Riguarda il lavoro dipendente in tutti i settori d’impiego. Le donne lavoratrici immigrate, soprattutto le irregolari, sono tra le più a rischio.

Esempi:
proposte e ricatti sessuali (per l’assunzione, per l’avanzamento di carriera, per il rinnovo del permesso di soggiorno); ricatto occupazionale legato alla gravidanza (dimissioni in bianco); molestie e violenze sessuali; lavoro forzato; ecc.

 

Mobbing

Isolamento esasperante e terrorismo psicologico attuato da superiori e/o colleghi/e di lavoro con continue sopraffazioni, eccessivi e ripetuti rimproveri, maldicenze, ridicolizzazioni, umiliazioni, discriminazioni, allo scopo di costringerla all’allontanamento.

 

Molestie sessuali

Comportamenti inopportuni determinati da motivi sessuali come il contatto fisico e le avances, le osservazioni a sfondo sessuale, l’esibizione di pornografia e richieste sessuali, sia a parole che a fatti. Tale condotta può essere umiliante e può costituire un problema di salute e di sicurezza; è discriminatoria quando la donna ha fondati motivi di ritenere che il rifiuto potrebbe danneggiarla in relazione alla sua occupazione, comprese la selezione o la promozione, o quando crea un ambiente lavorativo ostile.

 

Stalking e Cyberstalking

Ogni forma di comportamento persecutorio e ossessivo verso la donna, volto ad assillarla, controllarla, spaventarla, farla desistere circa le proprie decisioni, rendere pubblici aspetti della sua vita privata, denigrarla o diffondere falsità sul suo conto sulla rete. La persecuzione genera nella donna stati di ansia e paura tali da comprometterne, a lungo andare, il normale svolgimento della quotidianità. Di solito la persecuzione avviene mediante continui tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti, pedinamenti ed intrusioni nella vita privata.

Molti stalkers sono ex partners violenti che non accettano di aver perso l’oggetto del proprio dominio (le proprie ex): pur di continuare ad esercitare il proprio potere su di loro, cominciano a perseguitarle. Il momento della separazione e quello successivo sono molto delicati e difficili da gestire per una donna che ha deciso di allontanarsi dal partner violento: richiedono alla donna il ricorso a molte energie per provvedere alla propria tutela e a quella di figli/e.

Esempi:
telefonate e lettere anonime, sms ed e-mail assillanti; invio di fiori; pedinamenti; appostamenti, sorveglianza sotto casa; violazione di domicilio; violazione della casella di posta e di account di social network; scenate nei luoghi di lavoro; minacce di violenza verso la donna o persone a lei care; aggressioni; omicidio o tentato omicidio.

 

Violenza legata a pratiche tradizionali

Gli atteggiamenti di tipo tradizionale, secondo i quali le donne sono considerate subordinate agli uomini o aventi ruoli stereotipati tramandano pratiche diffuse che comportano violenza o costrizione, come la violenza e gli abusi familiari, i matrimoni forzati, le morti per dote insufficiente, le aggressioni con acido e la circoncisione femminile. Tali pregiudizi e pratiche possono giustificare la violenza di genere come una forma di protezione o di controllo delle donne. L’effetto di tale violenza sull’integrità fisica e mentale delle donne è quello di privarle del pari godimento, esercizio e conoscenza dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Le conseguenze implicite di tali forme di violenza di genere aiutano a mantenere le donne in ruoli subordinati e contribuiscono alla scarsa partecipazione politica e al loro inferiore livello di istruzione, qualificazione ed opportunità di lavoro.

Esempi:
Matrimonio forzato: matrimonio contratto senza libero e valido consenso da parte di uno o di entrambi i partner. Può comportare coercizione fisica e psicologica.

Mutilazione genitale femminile (MGF): rimozione parziale o totale dei genitali esterni femminili o la loro lesione per motivi non terapeutici (motivi culturali, religiosi).

Violenza c.d. basata sull’onore o ad esso relativa: esercitare violenza o impedire l’uscita da una situazione violenta ad una donna in nome di nozioni tradizionali dell’onore. Una donna può essere indotta al suicidio o all’autolesionismo a causa di pratiche oppressive e di abuso all’interno della famiglia. In casi estremi, la famiglia ricorre all’“omicidio d’onore”, assassinando la donna la cui condotta è lesiva dell’onore familiare.  

In ogni singola storia di violenza spesso si intrecciano più tipi di violenza, incluse forme di danneggiamento di oggetti e di violenza sugli animali d’affezione.

 

http://www.tramaditerre.org/tdt/indices/index_303.html

Il Ciclo della Violenza

 

Fase 1

crescita della tensione

L’uomo inizia ad assumere un atteggiamento ostile e scontroso.

La donna avverte che la tensione cresce. Tenta di ridurla e prevenire l’escalation di violenza concentrando la propria attenzione sui bisogni dell’uomo e reprimendo le proprie paure e necessità. Molte donne affermano di sentirsi come se “camminassero sulle uova”.

 

Fase 2

esplosione della violenza

L’uomo inizia ad insultarla, minacciarla, denigrarla, urla e rompe oggetti per spaventarla. Generalmente la violenza fisica è graduale: i primi episodi sono caratterizzati da spintoni, immobilizzazioni, per poi arrivare a schiaffi, pugni e calci, strangolamenti e all’uso di oggetti contundenti ed armi. Per rimarcare il proprio potere, l’uomo può agire violenza sessuale.

La donna ha paura di morire e si sente impotente e inerme. Le reazioni sono diverse: c’è chi fugge, chi si ritrae, chi sopporta in attesa che finisca, chi protesta, chi tenta di difendersi. La violenza subita, oltre alle lesioni fisiche, produce gravi conseguenze psichiche nella donna. Molte sviluppano disturbi legati alla sindrome post-traumatica: disturbi del sonno, dolori cronici, ansia, perdita della fiducia in sé e negli altri.

 

Fase 3

luna di miele: pentimento e attenzioni amorevoli

L’uomo, vergognandosi e sentendosi impotente, chiede perdono, dice che vorrebbe poter tornare indietro, promette di cambiare il proprio comportamento. Si dimostra “dolce, attento e premuroso”, compra regali, promette di andare in terapia e di “fare tutto il possibile per cambiare” affinché la donna non lo lasci e si separi da lui. Sono usuali anche le minacce di suicidio.

La donna riscopre il compagno affascinante e amorevole dei primi periodi della relazione, così piena di speranza nel potere trasformativo del suo amore, accetta le scuse e accoglie il partner. Molte si sentono in colpa per aver pensato di lasciarlo, ritirano eventuali denunce, altre interrompono le consulenze avviate e lasciano gli alloggi protetti per ritornare al proprio domicilio impegnandosi a far funzionare il rapporto. In questa fase tendono a rimuovere il ricordo dei maltrattamenti, a difendere l'autore delle violenze di fronte a terze persone e a sminuire le violenze subite.

Familiari, amici e comunità di appartenenza fanno spesso grande pressione sulla donna affinché perdoni il partner e gli conceda un'altra possibilità.

La luna di miele è abbastanza breve (da due giorni a sei mesi).

 

Fase 4

scarico della responsabilità

L’uomo non cerca le cause dentro di sé ma attribuisce la colpa del proprio agire violento a cause esterne (lavoro, situazione economica, uso d’alcool, stress, ecc.) e soprattutto alla donna che lo ha provocato o fatto qualcosa che giustifica la sua aggressione.

La donna si assume la responsabilità del comportamento violento del partner, illudendosi di poter evitare altre escalation di violenza modificando la propria condotta.

Un fatto qualsiasi riavvia il ciclo della violenza: questa ciclicità rende particolarmente difficoltoso per la donna uscire dalla violenza perché il proprio partner alterna momenti d’affetto alla violenza.

L’esperienza dei Centri Antiviolenza mostra che con il passare del tempo i maltrattamenti tendono a diventare più frequenti e più gravi: la fase di luna di miele si riduce e le prime due fasi diventano più frequenti, con conseguenze sempre più gravi per la donna. Se il processo ciclico non viene interrotto la vita della donna può essere in pericolo. All’inizio della relazione violenta, la donna è convinta di poter tenere sotto controllo la situazione, solo dopo svariati anni e il ripetersi di molti episodi di maltrattamento, la donna prende consapevolezza che non può né controllare, né cambiare il suo partner e sviluppa una motivazione più forte ad uscire dalla relazione violenta.

 

http://www.tramaditerre.org/tdt/indices/index_304.html

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