La rupe di Sparta...l'unione di due leggende


Strano come io sia arrivata fin qui proprio oggi...
sono partita da un delizioso video di you tube su una risata contagiosa per arrivare poi a colmare una grande lacuna tramandata nel tempo...
Ho sempre creduto che la Rupe di Sparta fosse una rupe da cui gli spartani gettavano i bambini deformi e invece non è così.
A Sparta c'era il Monte Taigeto e a Roma c'era la Rupe Tarpea...unendo insieme le due storie salta fuori la Rupe di Sparta ma sono due "storie" differenti...

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Il Monte Taigeto a Sparta

Il Taigeto è una catena montuosa che si erge nel Peloponneso, separante la Laconia dalla Messenia e le cui propaggini meridionali costituiscono il costolone centrale della penisola di Mani. Il poeta Omero la definisce «grandissima» mentre gli autori bizantini la chiamarono «montagne dalle cinque dita». Domina la città di Sparta. Ha una notevole prominenza perché la piana di Sparta si trova a circa 150-200 metri di altitudine, mentre la cima ben visibile dalla città è a ben 2.400. La montagna è ricoperta di neve anche a maggio e a giugno, e da essa scendono una miriade di torrentelli che confluiscono nel fiume Eurota. Sui primi contrafforti ad appena 6 chilometri da Sparta sorge la splendida città bizantina di Mistra.
La cima più alta era chiamata Taléton, anticamente dedicata al Sole; attualmente ha il nome di Sant'Elia, e vi è edificato un monastero ortodosso.
Dal Taigeto nasce il fiume Eurota.
Nell'antichità, era sul monte Taigeto che venivano abbandonati i bambini spartani nati deformi, destinati a soccombere alle intemperie ed alle fiere.
http://it.wikipedia.org/wiki/Taigeto

Per essere spartani occorreva soddisfare un insieme di condizioni. In primo luogo occorreva che entrambi i genitori appartenessero a famiglie spartiati. Coloro che erano nati da un padre spartiate e una madre di condizione ilotica erano detti motaci: essi godevano di alcuni privilegi, come la possibilità di ricevere la stessa educazione dei cittadini di pieno diritto e il poter essere ammessi occasionalmente ai sissizi, ma erano privi dei diritti politici. Secondo il mito greco, tramandatoci dallo storico Plutarco, i bambini nati da entrambi genitori spartiati venivano esaminati dagli anziani e, se non giudicati idonei fisicamente, abbandonati a morire sul monte Taigeto.Tuttavia questa teoria non era supportata da scavi archeologici ed è stata smentita dallo studio dell'antropologo Tehodoro Pitsios della Facoltà di Medicina di Atene, il quale ha appurato che tutti i resti umani ritrovati nell'area del monte appartenevano a individui di sesso maschile di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Per divenire effettivamente cittadini bisognava percorrere con successo l'iter educativo previsto. Infine, come abbiamo visto, per rimanere nella condizione di cittadino di pieno diritto occorreva avere un livello di reddito che consentisse di adempiere i propri obblighi: chi non riusciva a soddisfare questa condizione veniva retrocesso tra gli hypomeiones (inferiori), cittadini di seconda classe che, come i motaci, avevano alcuni diritti ma non quelli politici.
http://it.wikipedia.org/wiki/Sparta

I fanciulli, appena nati, erano esaminati dagli anziani, e, se risultavano deboli o deformi, venivano esposti sul monte Taigeto perché fossero raccolti dai Perieci o dagli Iloti, oppure lasciati morire.
A sette anni erano sottratti alla famiglia, e, divisi in squadre, venivano affidati a pubblici educatori (pedonòmi), che dovevano temprarli soprattutto negli esercizi fisici, nelle privazioni e nelle sofferenze: perciò indossavano la stessa veste d'estate e d'inverno; portavano il capo scoperto e i piedi nudi; ricevevano un nutrimento assai scarso (famoso era il brodo nero o spartano, (rozzo intruglio, di cui ridevano volentieri gli altri Greci), e, se non riuscivano a saziare la propria fame, potevano rubare (ma, se si lasciavano scoprire, venivano gravemente puniti, non per il furto, ma per l'incapacità di tenerlo celato!); dormivano su giacigli di canne, e una volta all'anno venivano flagellati a sangue.
www.scuolascacchi.com/storia_antica/nspartaatene.htm

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La Rupe Tarpea

La Rupe Tarpea è la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio a Roma, dalla quale venivano gettati i traditori condannati a morte, che in tal modo venivano simbolicamente espulsi dall'urbe.
Secondo la tradizione mitografica il saxum tarpeium deriverebbe dalla figura eponima di Tarpeia, figlia di Spurio Tarpeo, custode dell'arx capitolina. Spinta dal desiderio di impossessarsi dei bracciali d'oro dei Sabini, Tarpeia chiese al re Tito Tazio i preziosi monili in cambio del passaggio alla rocca. Quando i Sabini riuscirono a penetrare sull'acropoli, al posto del premio promessole la uccisero con i loro scudi e la fecero precipitare dalla rupe.
Secondo Dionigi di Alicarnasso, che informa della presenza di una tomba in onore della vestale, Tarpeia non avrebbe tradito, ma in cambio dell'apertura della porta avrebbe chiesto ai Sabini di consegnarle ciò che portavano al braccio sinistro, lo scudo, in modo che potessero essere facilmente sopraffatti dai soldati romani avvertiti da un messaggero. Fu costui però a tradire e i soldati sabini per vendicarsi seppellirono la giovane con i loro scudi.
La Rupe di Tarpea, inoltre, in età romana veniva usata per condannare le persone che si rifiutavano alla testimonianza, visto che erano gli unici "oggetti" di prova essendo i contratti tutti in forma orale.
http://it.wikipedia.org/wiki/Rupe_Tarpea

...e vorrei approfittare di questa riflessione per interrogarmi in merito a questo articolo appena trovato...
www.agoravox.it/La-rupe-tarpea.html
Preoccupante non è tanto la follia intellettuale (e l'ignoranza, perché dalla Rupe Tarpea non si gettavano le persone disabili...) del docente del Conservatorio di Milano che arriva ad apprezzarne il presunto valore di selezione ad autodifesa della specie, quanto il fatto che nessuno finga di accorgersi che il principio della Rupe Tarpea è ancora in vigore. Certo con modalità aggiornate. Meno truculente ma ugualmente efficaci. Il risultato non è la morte fisica ma la morte civile.
Le persone socialmente svantaggiate (disabili fisici, intellettivi e sensoriali, persone in trattamento psichiatrico, border line, tossicodipendenti, etilisti, barboni, analfabeti) vengono fatte “rotolare fuori” dal contesto sociale, ai margini, nel silenzio collettivo. Di loro ci accorgiamo soltanto quando si rendono protagonisti di episodi di illegalità o criminalità. Per il resto si ignorano.
...
C'è una scala di valori consolidata, anche se non esplicitata, che fissa il valore dell'esistenza delle persone svantaggiate ad un livello immensamente distante rispetto a quello delle persone socialmente inserite.
...
Anche la gente comune, la “società civile” salvo rarissime eccezioni, rimuove il problema. Siamo più sensibili alle discariche dei rifiuti (e ci si mobilita per prevenire possibili danni alla salute) che non alle discariche delle persone.
Ecco. A ben pensarci una evoluzione c'è stata: le persone non vengono più fatte rotolare dalla Rupe Tarpea, ma in una “discarica sociale”.
Purtroppo le farneticazioni del docente del Conservatorio sulla Rupe Tarpea non sono poi così distanti dal comune sentire.
www.agoravox.it/La-rupe-tarpea.html

Grazie...
non so che dire...
grazie per questo stimolo che provvederò a diffondere come posso...




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